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Potpourri magazine online N.12 - aprile 2010 - April

Fotografia contemporanea e d’epoca, arte e cultura, storia e attualità, galleria fotografica collettiva. La rivista mensile online e trimestrale stampata. Tutti i lettori sono invitati a partecipare alla galleria fotografica collettiva, seguendo le istruzioni riportate nella guida pratica in homepage.

Contemporary photography and vintage, art and culture, history and current. The online monthly magazine and quarterly printed. All readers are invited to participate following the instructions in the user’s guide in homepage



Introduzione di Flavio Vicari
Ormai i lettori più affezionati conoscono la nostra linea editoriale ma “repetita iuvant”: l'intento della nostra testata è favorire lo scambio di idee, esperienze e tecniche fra tutti coloro che si interessano al mondo dell'ar te e della cultura in generale e della fotografia in par ticolare. L'interazione fra persone con storie e culture diverse genera inevitabilmente una rielaborazione creativa, necessaria per comprendere il prossimo, con risultati a volte imprevedibili. Per agevolare l'incontro dei vari punti di vista abbiamo organizzato , una rassegna fotografica a Palazzo Fatta; la seconda mostra in programma è “L'ultimo abitante” di Paolo Tarantini, presentata da Aldo Gerbino, che avrà luogo giorno 20 aprile alle ore 21.00. Sebbene il nerbo delle nostre pubblicazioni sia la fotografia, un'arte dinamica e dalle mille potenzialità, il nostro progetto editoriale non si ferma qui! Le immagini sono il mezzo espressivo più usato per la divulgazione, poiché hanno il pregio di poter rappresentare sinteticamente un gran numero di dettagli pur rimanendo comprensibili, ma non dobbiamo dimenticare gli altri linguaggi artistici: presto avremo nuove rubriche di musica e letteratura, e nulla ci vieta di espandere ancora i nostri orizzonti. Ormai abbiamo consolidato la nostra redazione e siamo certi di poter assicurare al pubblico un servizio stabile, regolare e di qualità, perciò stiamo cercando collaboratori in altre città italiane ed estere, giovani dotati d'entusiasmo e passione per le arti. Che siate scrittori, musicologi, grafici, giornalisti, fotografi, traduttori, pittori, illustratori e chi più ne ha più ne metta, non esitate a contattarci all'indirizzo redazione@potpourrimensile.com: potreste diventare parte integrante di Potpourri. Infine ringrazio tutto lo staff, gli amatori che continuano a inviarci materiale di prima qualità e i lettori che ci seguono. A presto con una nuova, ricca, pubblicazione in collaborazione con voi!
Our most aficionados already know our editorial style but as latins used to say: “repetita iuvant”. We wish to build up a community devoted to idea sharing, where people coming from dif ferent ar t background, with par ticular care to photography, could create a common ground. Mixing up people from different culture and life experiences inevitably generate a creative power where understanding of the diverse would make the difference, sometimes with unpredictable results. To help your brainshock experience, we are going to organize , an event which included four photographic exhibitions; the second of them will be “L'ultimo abitante” by Paolo Tarantini, kindly introduced by Aldo Gerbino. Even if we star ted our publishing with special care to photography, our editorial project not ends here! We have a vision of Ar t as a dynamic subject, where potential never ends. Images, since always, have been the most expressive tool of disclosure, they have the power of making understandable the complex, without losing the fascination of subtle detail. But we need to not forget all other artistic language. We will have soon new sections dedicated to music and literature, and no one will stop us from continuously expanding our horizon. We have build a solid editorial unit, and we cer tainly can give you a product which is stable, regularly out and of quality. Currently we are searching for cooperation from all the dif ferent, italian, and foreign landscape; It's doen't matter where do you come from. Writers, music experts, journalists, photographers, translator, graphics and publishing experts, painter, illustrators... and this list will certainly not ends here; if you are young, motivated, full of talents and with a strong interest in Ar ts don'thesitate to contact us as soon as possible at redazione@potpourrimensile.com Last but not least, a special thanks to all the staff and to the readers who follow us and give their precious contribution. See you soon, with a new, rich number, written in direct cooperation with you!

Editoriale di Salvo Cuccia - Ad ognuno il proprio tempo
Partire, tornare, ripartire, sempre da zero. E’ questo il destino di noi siciliani. E’ questo il destino di noi siciliani? Non è un errore, ho ripetuto due volte la stessa frase perché sono due modi di intendere il nostro futuro. I siciliani: che popolo! Crediamo di stare al centro dell’universo. Crediamo che tutti gli altri debbano necessariamente meravigliarsi delle nostre cose, positive o negative, dei nostri politici corrotti, del mal funzionamento della “cosa pubblica” e della follia di “cosa nostra”. Ma le "nostre cose", quelle che ci appartengono nell'indole, sono altre. Per esempio una grande visionarietà. Personalmente spogliarmi di tutto è la cosa che preferisco per viaggiare e sentirmi apolide, “fuori contesto”, “oltre”, “di là dal faro”, sentirmi in un altrove che ricostruisco, buttando via il superfluo e dimenticando anche il mio punto di origine, con la consapevolezza che oltre il mare ci sono altri popoli che percepiscono un tempo diverso dal nostro. Partire, ricordare, riscrivere, riprendere e montare immagini e suoni, leggere, guardare. Quando viaggiamo, immaginiamo come sarà un determinato luogo. Quando arriviamo a destinazione quel “ciò che sarà” diviene “ciò che è”. Le due cose sono molto diverse. Poi, la terza fase è “ciò che ricordo di come era”, che è ancora un’altra cosa. Viaggiamo per il mondo e poi ritorniamo e ricordiamo. Non tutto. Ricordiamo qualcosa, qualche frammento. E nella nostra mente operiamo un montaggio arbitrario, in cui il prima e il dopo non hanno una conseguenza diretta e anzi, l'ordine temporale viene totalmente modificato. Il tempo percepito nei nostri ricordi non viaggia in linea retta, ma in accumulazione e in ordine sparso. E noi in Sicilia percepiamo il presente e il futuro come percepiamo il passato. Sarà per questo che nell'arte a volte eccelliamo e la società rimane invece ferma in una zona non identificata del tempo?
To each his own time
Leave and come back, leave and always start again from scratch. This is the destiny of us, Sicilian people. Is this the destiny of us, Sicilian people? No mistake, I just repeated the same sentence twice because you can understand our future in two different ways. Sicilians: what a folk! We think we are the centre of the universe. We think ever ybody must of necessity be amazed at our things, positive or negative things, at our corrupt politicians, at the bad functioning of the “res publica” and at the insanity of “cosa nostra”. But these are not “our things”; our things, which belong to us by nature, are for example a big visionary potency. Personally I prefer to rid myself of ever ything before I begin a journey, to feel stateless, “out of any context”, “further on”, “beyond the lighthouse”, to feel elsewhere and to build there new surroundings throwing away the unnecessar y and forgetting my starting point, conscious of the existence of other people across the sea, who experience the time in their own way. Leaving, remembering, writing, reading, looking and assimilating, assembling pictures and sounds… during a journey we figure certain places and then, when we arrive at our destination, the reality often doesn't correspond with our imagination. And finally it's also a completely different point, what we remember. We travel around the world, we return and remember - not ever ything, something, some fragments. We arbitrar y edit these fragments of memory in our mind, in which are no logical sequences, no temporal order, like in a dream. In our memories time doesn't look like a straight line, but rather like an accumulation of singular independent scenes, a confused random gathering of flashbacks. In Sicily we perceive presence and future like we perceive the past. That might be the reason why we excel at arts, whereas the society remains idle in an unknown age.


Recherche di Gianni Cipriano - Where beauty softens your grief
‘‘Se devi morire, e tutti dobbiamo, io sono quello che vorresti per seppellir ti. Ad Harlem lo sanno tutti. Io metto un sorriso sul tuo volto. Negli altri posti, sembri mor to e basta.” L' Isaiah Owens Funeral Home si trova nel centro di Harlem, New York. Mr. Owens è un ar tista e i cadaveri sono i suoi capolavori. Dall'attimo in cui muoiono, il becchino accompagna i deceduti attraverso una serie di rituali funebri che ricordano gli antichi egizi. Con dedizione e rispetto, il moderno Anubi, dio dei morti, prepara splendidamente il defunto per la sua vita nell'aldilà. La morte rappresenta un tabù per le culture occidentali. Un tabù che Isaiah Owens affronta ogni giorno.
‘‘If you gotta die, and we all gotta die, it's me you want to bur y you. Ever ybody in Harlem knows that. I'm the guy who puts a smile on your face. Other places, you just look dead”. The Isaiah Owens Funeral Home is in the heart of Harlem, New York. Mr. Owens is an artist, and the corpses are his masterpieces. From the moment they die, the undertaker accompanies the deceased in a process of burial customs resembling the ancient Egyptians. With dedication and respect, the modern Anubis, God of the dead, beautifully prepares the defunct for their after-life. Death often represents a taboo in Western cultures. A taboo that Isaiah Owens challenges every day.

Recherche di Stefania Figuccia e Mauro Maraschi - Il letargo delle Isole
Sono pochi i turisti che si chiedono cosa succeda alle Isole Minori a fine estate. Forse consapevoli dell'insegnamento di Or feo, dai traghetti di ritorno rivolgono lo sguardo solo alla meta: preferiscono non guardarle mentre vengono inghiottite dal mare e dalla foschia, in un limbo che durerà più di nove mesi. Per secoli le Isole Minori hanno avuto lo stesso destino controverso: scenari di soprusi e ridotte alla miseria dalla noncuranza del conquistatore di turno, poi adibite dal Fascismo a colonie penitenziali e basi militari e infine, nell'ultimo quarantennio, terreno del turismo più goliardico, Durante l'estate sono ambita meta turistica, attraversate da fiumi di gente che, in cerca di relax balneare, affolla ristoranti, alberghi e negozi di souvenir. Poi, quando i turisti ripartono, tutto cambia. La maggior parte delle attività chiude. Dimenticati dai governi regionali, molti isolani abbandonano la propria terra, contribuendo allo spopolamento e alla perdita d'identità delle comunità autoctone. L'immagine vacanziera propagandata sulle riviste di viaggi cede il passo alla desolazione.Sotto gli occhi di chi rimane, quello che per due mesi è stato luogo di divertimento si tramuta in una condizione di affezionata e serena prigionia. Il clima si fa inclemente e stende un velo opaco sui paesaggi vuoti e incolmabili. Il mare diventa ostile e gli aliscafi sporadici. Da ora in poi abbandonare l'Isola è un'incognita. La vita si fa più lenta e metodica. Quando la luce inizia a dileguarsi sono in molti a rincasare, a eccezione di chi preferisce fare quattro chiacchiere in uno dei pochi bar aperti. L'Isola inizia il suo sonno, lontana da sguardi indiscreti, orgogliosa della propria breve quotidianità. Il progetto fotografico “Il paesaggio trascurato” documenta questa rarefazione. Le foto qui presenti sono un piccola parte del corpus, quella riguardante le Egadi, ma in esse è già riassunto quel silenzio che le accomuna tutte le Isole Minori d'inverno. Esse testimoniano l'esistenza di un paesaggio censurato perché non commerciale, di una presenza umana che si manifesta solo come figura fantasmagorica o luce d'interni, di un mondo in cui sono gli animali a popolare gli spazi.
Isles hibernation
There are very few tourists who wonder what happens to the Minor Islands when the summer is over. Maybe with the plight of Orpheus in mind, standing on the returning ferries they watch the empty seas ahead, preferring not to look back at the Islands being swallowed by the sea and the mist, disappearing into a limbo that will last more than nine months. For centuries the Minor Islands have shared the same controversial fate: first subjected to abuse and reduced to misery by consecutive conquerors' neglect, then used by Fascism as penitential colonies and military bases and, finally, in the last forty years, ground for the most lighthearted tourism. During the summer they are a coveted tourist destinations, frequented by people who are searching for beaches, restaurants, hotels and souvenir shops. Then, when the tourists leave, everything changes. Most of the shops shut. Forgotten by regional governments, many islanders abandon their homestead, contributing to the depopulation and to the native communities' loss of identity. The holiday image presented in travel magazines is substituted by desolation. Right before the eyes of those who remain, what was a place of pleasure is transformed into a condition of familiar and serene imprisonment. The weather becomes inclement and an opaque veil extends over the empty and unbridgeable landscapes. The sea becomes hostile and ferries sporadic. From now on, whether or not they can leave the Island is uncertain. Life becomes slower and methodic. When the sunlight starts to vanish most of the people go back home, apart from those who prefer to have a chat in one of the few open bars. The Island falls asleep, far from indiscreet gazes, proud of its own brief everyday life. The photographic project “The neglected landscape” records this desertion. These photos are just a small selection from the main body of work, which looks at the Egadi Islands, but they represent the silence that all the Minor Islands have in common in the winter months very well. They are evidence of the existence of a landscape neglected because it's not commercially viable, of a human presence appearing only as a phantasmagoric figure or a single light left on in a deserted house, of a world populated mainly by animals.


Hot Pot di Daniele Messineo e Giusto Lo Bocchiaro con Simonpaolo Mangiameli - Braciole di San Bernardo dello Xhiang
Ingredienti: O 350 g di braciole di San Bernardo 350 g di riso bollito 1 uovo 1 pomodoro 5 funghi prataioli 25 g di carota ½ di cipolla (media) 1 cipollotto 50 g di piselli della Grande Muraglia Condimento: O 1 cucchiaino di aglio tritato 1 cucchiaino di salsa di soia chiara 1 cucchiaino di zucchero ½ cucchiaino di salsa worcestershire ½ cucchiaino di vino ½ cucchiaino di amido di mais 1 cucchiaio d'acqua del Fiume Giallo 1 cucchiaino di olio Salsa: O ½ cucchiaino di sale ½ cucchiaino di vino 1 cucchiaio di salsa worcestershire ½ cucchiaio di zucchero ½ cucchiaio di amido di mais 2 cucchiai di ketchup 100 ml di brodo
Lavate e battete la carne di San bernardo, quindi marinatela per 15 minuti. Tagliate a dadini il pomodoro, i funghi, la carota, la cipolla e la cipollina. Preriscaldate il piatto Crisp con 2 cucchiai d'olio per 2 minuti. Disponete le braciole di San bernardo, sul piatto. Fatele cuocere con la funzione Crisp per 2 minuti, giratele dall'altro lato e cuocetele ancora per 1 minuto. Toglietele dal forno e tagliatele a listarelle. Sbattete l'uovo con un pizzico di sale e mescolatelo al riso bollito. Fate cuocere a 750 W per 1 minuto, mescolate bene e continuate la cottura per un altro minuto. Togliete il riso dal forno e unitevi i dadini di cipollotto mescolando bene. In una ciotola, mescolate la salsa con gli ingredienti tagliati a dadini. Coprite con pellicola di polietene lasciando un'aper tura e fate cuocere a 750 W per 2 minuti. Mettete il riso in una ciotola, copritelo con la carne di San Bernardo, la salsa e i piselli. Coprite con pellicola di polietene lasciando un'aper tura e fate cuocere a 750 W per 2 minuti. Ser vite ben caldo.
Ingredients: O 350 g of St. Bernard chops 350 g of boiled rice 1 egg 1 tomato 5 filed mushrooms 25 g of carrot ½ of union (medium size) 1 green onion 50 g of peas from Great Wall Condiment: O 1 teaspoon of minced garlic 1 teaspoon of soy sauce 1 teaspoon of sugar ½ teaspoon of Worcestershire sauce ½ teaspoon of wine ½ teaspoon of maize starch 1 teaspoon of Yellow Rivers's water 1 teaspoon of oil Sauce: O ½ ½ 1 ½ ½ 2 100 ml teaspoon of salt teaspoon of wine spoon of Worcestershire spoon of sugar spoon of maize starch spoons of ketchup of broth
Wash and beat the St. Bernard chops, then marinate for 15 minutes. Cut in cubes tomato, mushrooms, carrot, onion and green onion. Pre-heat the Crisp plate with 2 spoon of oil for 2 minutes. Put the chops on the plate. Cook in Crisp mode for 2 minutes, turn them on the other side and cook for another minute. Churn and cut in slice. Whip up the egg with a pinch of salt e mix it with the boiled rice. Cook at 750 W for 1 minute, mix with care and keep cooking for 1 minute. Pull out the rice and mix it with the green onion's cubes. In a bowl, mix the sauce with all the cubes. Cover with a polythenic film, leaving an opening and cook it at 750 W for 2 minutes. Put the rice in a bowl, cover with the chops, the sauce and the peas. Cover with a polythenic film, leaving an opening and cook it at 750 W for 2 minutes. Serve it while it's hot.


Potfolio di Enrico Doria - Giancarlo Marcocchi
Enrico Doria (www.enricodoria.com) nasce a Palermo nel 1978. Durante gli studi universitari nell'ambito delle Scienze Biologiche, si è avvicinato alla fotografia e, a par tire dal 2006, ha avuto l'occasione di par tecipare a diverse mostre. I suoi lavori fotografici sono stati esposti in varie città italiane, fra le quali: Trapani, Pavia, Milano, Palazzolo sull'Oglio, Monte San Savino (Open Event 2008). Ha esposto anche in Francia ad Arles, a Blainville sur Orne e a Parigi. Nel 2007, due suoi repor tage fotografici sono stati pubblicati dalla rivista online Witness Journal. Una sua opera è diventata coper tina di un romanzo. Altre sono state scelte, assieme a quelle di altri autori, per un libro fotografico. Ha vinto in diversi concorsi e, sgomitando, si è fatto conoscere anche dal grande pubblico. Le opere proposte per la pubblicazione di questo por tfolio sono dedicate ai “ricordi” ed hanno tutte uno sfondo invernale che ne caratterizza il tono. Una carrellata di sensazioni per immagini alle quali Enrico ha sapientemente dato vita. Quindi non fotografie “statiche” ma vive , che si avvicinano ai sogni e ai pensieri. Con maestria è riuscito a creare il “movimento” onirico. I suoi “mossi” non hanno età, non sono collocabili nell'ambito temporale, sono fotografie al confine fra il classico e il moderno. Interessanti le opere “imper fette” con l'ar tefatto delle “vignettature” (angoli oscuri dell'immagine). Molto accattivanti le “inclinature” volute, quasi che per osser varle lo spettatore sia costretto a torcere la testa, perché questo stratagemma lo obbliga a par tecipare. Tutto positivo quindi? Direi proprio di si: il “bianco e nero” è ben realizzato e si sente che l'amico ha la fotografia nel sangue. Unica defaillance: nel por tfolio propostoci ci sono un paio di immagini che, seppur ottime come costruzione e inquadratura, cozzano con il resto dell'opera, sono fotografie ferme e di taglio più realistico che in questo contesto non risultano appropriate. Complimenti comunque per la bella realizzazione.
Enrico Doria was born in Palermo on 1978. During his university studies on Biological Science, he approached photography and, since 2006, he participates to several exhibitions. His photographic works was exposed in many Italian towns, such as: Trapani, Pavia, Milan, Palazzolo sull'Oglio, Monte San Savino (Open Event 2008). He exposed in France (Arles, Blainville sur Orne, Paris). On 2007, two of his repor tage was published by the online rewiev Witness Journal. One of his pictures was chosen to became the cover of a novel. Some of his works, together with some by other authors, were included in a photographic book. He won many contests and became well-known by the public. This portfolio is centred on ”memoirs” and they are characterized by a typical winter background. Enrico skillfully gave life to images which stimulate feelings. Not static pictures but alive ones, which look like dreams and thoughts. He succeeded in a masterly fashion in create a “dream movement”. His “moved” don't have age or time, they are pictures between the classic style and the modern one. The “faulty” works, with the dark corner (like a sketch), are really interesting. And the planned tilt, which nearly force the obser ver to par ticipate twisting his head, are really beguiling. It's a great job, with a well made “black and white”: our friend is clearly gifted. Just a little fault: a couple of pictures, even if well done, are very different from the others, they are too motionless, more realistic, not appropriate for the context. Anyway, he deser ves our congratulations.

Entourage del Prof. Mogol - testo di Giorgio Menallo
I fragili custodi La condizione dell’infanzia nel sud del mondo attraverso le fotografie di Melo Minnella
’’Bambini… l'altra faccia del mondo” è la più recente pubblicazione di Melo Minnella, fotografo che da decenni gira il mondo raccogliendo documenti, in bianco e nero o a colori, che testimoniano l'impossibilità di conoscere il pianeta Terra fino in fondo. Gli impegni editoriali, a cui si dedica con attenzione, lo por tano a rovistare nei suoi archivi da cui trarre percorsi di immagini e por tare avanti un discorso cominciato da tempo. Non semplicemente immagini da esporre, dunque, ma discorsi visivi che significano più delle parole. Non è un caso che Minnella sia stato definito antropologo per immagini. “Il mio incubo – osser va – è che devo scattare una foto bellissima, irripetibile e mi si blocca la macchina. Questo semplicemente per dire che la ricerca dell'immagine è sempre presente, con la consapevolezza che si cercano attimi che possano sempre più avvicinarsi ad un'idea di bellezza che è nella nostra testa”. La sua documentazione fotografica è tutta tesa a “testimoniare uomini intenti al lavoro, volti segnati dalla fatica, scorci di vita rurale, momenti di festa vissuti intensamente che, in rigoroso bianco e nero, esprimono nella loro autenticità il concetto del lavoro, centro focale del rappor to tra uomo, natura ed infinito”.In fotografie che registrano in maniera puntuale aspetti essenziali di una cultura, “appare evidente la volontà di andare oltre lo sguardo, di riferire il coinvolgimento emotivo che le immagini riescono a determinare in chi ha occhi per sentire, sentimenti per vedere, in chiunque voglia cogliere nei gesti e voci degli uomini l'essenza, lacerando l'ingannevole tela della loro nuda percezione”. Per questo motivo le immagini di Minnella non solo semplice testimonianza. Andando al di là dell'esigenza documentaria, egli avver te il continuo desiderio “di capire per farci capire, di capire per capirsi. Ecco il perché dell'attenzione per il dettaglio, per la situazione inattesa, per aspetti della realtà più imprevedibili, ricercati là dove sono più percepibili”. Il libro appena presentato realizza in pieno l'obiettivo antropologico che Minnella persegue in ogni foto e in ogni pubblicazione. I bimbi ritratti in momenti di festa, o impegnati al lavoro o esposti a rischi di non immediata comprensione, sono per un verso i nostri bimbi (e non a caso le foto palermitane in bianco e nero fungono un po' da metafora del mondo) ma sono anche i bimbi delle culture altre con le quali l'Occidente, lungi dal negarle, continua a confrontarsi: che siano le organizzazione non governative che realizzano progetti per l'infanzia nei paesi del Terzo Mondo o i centri di accoglienza con i programmi d'integrazione attivati dai vari paesi europei, tesi a includere i soggetti coinvolti negli attuali processi migratori. Ecco allora il senso dei contributi che accompagnano il volume d'immagini: il primo è affidato a Sergio Cipolla (Centro Internazionale Sud Sud) che da 25 anni opera con l'infanzia in diversi paesi del mondo. Par te dei proventi della pubblicazione ser virà a finanziare uno dei suoi progetti; il secondo, affidato a Mario Giacomarra (Corso di Ser vizio sociale, Università di Palermo) richiama invece l'attenzione sul ruolo conoscitivo che l'immagine dell'altro può svolgere, aiutando a far superare razzismi e xenofobie. Infine, un riferimento va necessariamente fatto all'editore, Ernesto Di Lorenzo di Alcamo. Sia perché ogni nuovo nato nel settore è sempre il benvenuto, quantomeno per la sfida che lancia a un paese in cui si legge poco, sia per l'impegno che egli, giornalista, mette in questa nuova iniziativa, intestandosi un percorso editoriale che nei volumi programmati si propone di trattare questioni e problemi d'ordine planetario, come l'infanzia del mondo, l'acqua o il lavoro. Il volume è stato presentato presso il B&B “Giardino dell'alloro”, raffinata struttura nei pressi del Cassaro palermitano. Durante la presentazione sono inter venuti gli autori, l'editore e l'assessore Cannella. Per accompagnare la videoproiezione di alcune delle fotografie pubblicate, il cantautore e chitarrista Fausto Cannone ha eseguito il brano “Infanzia negata”, ispirato ai contenuti dell'opera.Il tema dell'infanzia (comprendente, secondo normativa, tutti i soggetti sotto i 18 anni), della sua vulnerabilità e della sua protezione, è molto delicato e interessa direttamente quasi il 50% della popolazione mondiale. Alla fine dell'Ottocento esistevano già delle leggi per proteggere i bambini da alcune forme di abuso, circoscritte dalla sensibilità del tempo, ma solo nel 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una Convenzione sui diritti dell'infanzia che, oltre alla protezione fisica, riconoscesse al bambino lo status d'individuo por tatore di un'identità e di una personalità, con il diritto di esprimerla liberamente. La convenzione è vincolante e prevede un meccanismo di monitoraggio quinquennale, gestito dalla Commissione dei Diritti dell'Infanzia. Ad oggi, solo U.S.A. e Somalia (quest'ultima non ha un governo) non hanno ratificato la convenzione.
Frail Keepers ‘‘Bambini… l'altra faccia del mondo” (Children… the other face of the world) is the most recent publication of Melo Minnella, a photographer who has travelled for decades, collecting colour or black and white documents which of fer images of unending discovery of the planet Earth. The publishing of works, which he's really dedicated to, leads him to ransack his archives in order to carr y on a visual discourse star ted a long time ago. Not only images for an exhibition but photographic paths that can make more sense than words. It isn't a coincidence that Minnella has been called as an anthropologist through images. “My nightmare – he says – is that I'm going to shoot a beautiful and unrepeatable photo and then my camera doesn't work. I'm just trying to say that the research of images is always present, with the awareness of looking for moments closer and closer to our idea of beauty.” His photographic documentation tends to “capture men at work, with faces marked by fatigue, foreshor tenings of r ural life, moments of lively and intense parties that, in a rigorous black and white, express with authenticity the concept of work, the focus of the relationship between man, nature and infinity.” In photos that record in detail peculiar aspects of a culture, “the wish to go beyond the mere image is evident, to tell of the emotional involvement created by images in those who have eyes to hear, feelings to watch, in anybody who wants to catch the essence in men's gestures and voices, ripping the illusor y cur tain of their naked perception.” For this reason Minnella's images aren't only a testimony. They go beyond a documentar y need, he keeps wishing “to understand in order to be understood, to understand in order to understand himself. Herein lies the reason for his fascination with detail, in unpredicted situations, in aspects of reality that are even more unpredictable, found where they are more easily perceived.This recently published book per fectly realizes the anthropologic aim that Minnella pursues in every photo and publication. Children shot in the context of parties or working or exposed to risks that are not immediately understandable. They are in a way our children, but also the children from the other cultures the Occident has to interact with: both non-governmental or ganizations that realize projects for children in the Developing World, and the immigration centers in the whole Europe, with their integration programs. That text that accompanies images in this book speaks about these issues. The first one is signed by Sergio Cipolla (Centro Internazionale Sud Sud), who since 25 years works with kids in several countries. Par t of book's proceeds will be employed to fund one of their project; the second one, signed by Mario Giacomarra (lecturer of Social ser vices at Palermo's University) draws attention to cognitive role of other's image, which helps to overcome racism and xenophobia. Last but not least, it is necessar y to mention the publisher, Ernesto Di Lorenzo di Alcamo. Both because newcomers in this field are always welcome and because of his enthusiasm in starting a publishing path that will talk about worldwide topics and problems, such as childhood, water or employment. During the exhibition, there were speeches from the authors and the publisher. To accompany an interactive video containing some of the shots, Fausto Cannone (guitarist and singer-song.writer) played “Infanzia negata” (denied childhood), tune inspired by book's contents.Childhood (which includes all kinds under 18 years, more or less the 50% of World's population), with its vulnerability and protection, is a really thorny theme. At the end of '800, there already were some laws to protect children against some kind on abuse but only on 1989 the UN General Assembly approved the Convention on the Rights of the Child, the first one which defines the child as an individual with his own identity and a personality to express freely. The convention is binding and provide for a mechanism of monitoring, controlled by the Commission for the Right of the Child. Only the U.S.A. and Somalia (which has no government) didn't ratify the convention.

Codino
CITERNAFOTOGRAFIA & FERDINANDO SCIANNA Citerna - Perugia 24/25 aprile – 16 maggio info@citernafotografia.org Il festival CiternaFotografia 2010 apre con la prestigiosa mostra di Ferdinando Scianna, “Quelli di Bagheria”, nella quale il fotografo siciliano, in un allestimento unico e coinvolgente, costruisce un album personale di fotografie e di parole. Sono i ricordi di Bagheria, dove Scianna ha vissuto gli anni della prima giovinezza. Immagini scattate prima di scoprire la vocazione per la fotografia, e poi rimaste per molti anni in una cassettina di legno. CiternaFotografia 2010 opens with a prestigious exhibition by Ferdinando Scianna, “Quelli di Bagheria”, where the sicilian photographer presents a personal album of pictures and words. They are the memoirs of Bagheria, where Scianna lived during his youth. All Pictures were taken before discovering his photographic vocation.
ACQUE E PERSONE D’INCANTO Il Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, in occasione di “Fotografia Europea 2010” e della “Settimana nazionale della Bonifica”, promuove il concorso nazionale sulla sicurezza idraulica. Le fotografie finaliste saranno esposte a Palazzo del Portico (RE), a partire dal 7 maggio; Due le possibili categorie: sezione fotografia singola: fino a 3 foto singole (1premio: 500 €, 2°premio 150 €); sezione portfolio: inviare 5 foto ( obbligatorie) (1 premio 500 euro, 2°premio: 150 €). Sarà inoltre assegnato un premio speciale “Montagna” del valore di 200 €. La consegna dei materiali per il concorso è prevista entro il 26 aprile. Il bando completo del concorso è disponibile su: www.emiliacentrale.it ENCHANTING WATERS AND PEOPLE Consorzio di Bonifica of Emilia Centrale, during “Fotografia Europea 2010” and “Drainage's National Week”, organizes a photocontest about the hydraulic safety. The finalist pictures will be exposed a th Palazzo Portico (RE) from the 7 of May. There are two different categories: st nd Single Shot: every entrant can send 3 pictures (1 prize: 500 €, 2 prize 150 €) st nd Portfolio: every entrant must send 5 pictures (1 prize: 500 €, 2 prize 150 €) Special prize “Montagna”: 200 € th The pictures must be sent before the 26 of April, presso “Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, 42 – 42121, Reggio Emilia. More informations at www.emiliacentrale.it
www.fotocontest.it Concorsi fotografici on line. Ogni mese quattro contest individuali ed uno a squadre. Pertecipa, condividi la esperienze e migliora la tua tecnica! IT LOOKS GOOD Il concorso è promosso dall'azienda agroalimentare Toschi in occasione del 65° anniversario della sua nascita. La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i fotografi fra i 18 ed i 40 anni. Il tema è ispirato al pay off dell'azienda. “Gustosa è la vita. Per partecipare è sufficiente compilare il form di iscrizione sul sito www.itlooksgood.it e caricare il materiale. È concesso il caricamento (upload) di una sola opera per artista, in formato .jpg di peso non superiore a 1 Mega. Sarà necessario caricare anche un proprio CV che includa un riferimento a precedenti esperienze artistiche (formato word o pdf, di peso non superiore a 1 Mega) nonché una descrizione e motivazione dell'opera presentata (sempre formato word o pdf, di peso non superiore a 1 Mega) contenente le seguenti indicazioni: i dati descrittivi dell'opera, incluso l'anno di realizzazione e la dichiarazione dell'artista che l'opera presentata è di sua esclusiva e totale proprietà nonché rational concettuale dell'opera stessa. Non saranno ritenute valide le iscrizioni con materiale incompleto. L'iscrizione è possibile fino al 10 maggio. 1° premio 1500 €. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere una mail a info@itlooksgood.it The contest is organized by the Toschi group to celebrate its 65 anniversary. It's free and open to all the phographers between 18 and 40 years. The theme is inspired by the slogan of the group: “Life is tasty”. To participate, fill the form on www.itlooksgood.it and upload only one picture (.jpg) which size is less than 1 Mb. Then upload your CV (.doc or .pdf, less than 1 Mb) with a reference to former artistic experiences. Then upload also a description and an explanation of the picture (.doc or .pdf, less than 1 Mb) with all his data (year of making, copyright, etc). Registration it's available until the th 10 of May. 1st°prize 1500 €. More informations: info@itlooksgood.it

Chiusura - Closing di Giorgio Menallo
Un altro mese è passato, i lunghi festeggiamenti per il primo anno di attività sono ancora in corso (continueranno fino ad inizio luglio… che volete farci, siamo gente allegra) e il piano per il trimestrale di giugno è già a buon punto. Personalmente ciò che mi rende davvero felice è la moltitudine di richieste di collaborazione per eventi ed ar ticoli, anche molto dif ferenti rispetto al nucleo fondante della testata, cioè la fotografia. Pian piano, vedrete tante novità. Grazie a tutti per il supporto. Another month is gone, the long celebrations for the first year of the Monthly are still in underway (until July… we are cheer ful people, what can we do?) and the plan for the next quarterly issue is at good point. Personally, I'm really glad for the large amount of requests to collaborate and write about a wide range of themes. Slowly, you'll see a lot of novelties. Thanks for your encouragement.

Aforisma - Aphorism
“Il superfluo, cosa quanto mai necessaria” Voltaire (1694 - 1778) Scrittore e filosofo francese French writer and philosopher“ “The superfluos is very necessary”



Autori pubblicati

Maurizio Galimberti, Franco Donarelli, Aldo Gerbino, Erminia SCaglia, Enrico Hoffmann, Gregory Moricet, Mirko Macari, Laura Testa, Roberto Fenix Migliore, Vincenzo De Santis, Thomas Pagani, Valeria Bulla, Ornella Erminio, Mayda Mason, Manuela Morgia, Margherita Blasi, Lucia Pulvirenti, Vincenzo Caniparoli, Filippo Sciarpi, Elvira Leone, Massimiliano Gaglio, Chiara Vitelozzi, Nina Moilanen, Simonpaolo Mangiameli, Umberto Verdoliva, Laura Spinelli, Francesc Galì, Silvio Napoletano, Bertolt Brecht, Zefram, Paola Congia, anna.nemoy@gmail.com, Eufrac

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