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potpourri mensile creativo - rivista di fotografia arte e cultura - n° 09 dicembre creativo 2009

La rivista mensile, photo magazine, on-line e trimestrale stampata, in gran parte fatta dai lettori. Fotografie creative e a tema, gallerie rubriche e reportage, contenuti di cultura e società, in un potpourri creativo, in collaborazione con voi ! The monthly magazine online and quarterly printed, largely done by the readers. Creative and thematic photographs, galleries headings and reportage, contents of culture and society, in a creative potpourri, in cooperation with you !

Tutti i lettori sono invitati a partecipare seguendo le istruzioni riportate nella GUIDA PRATICA in home-page All readers are invited to participate following the instructions in the USER’S GUIDE, in homepage CREATIVO - Una galleria fotografica a tema libero, aperta a combinazioni eterogenee proposte dal pubblico, in piena libertà espressiva e linguistica, che rappresenta il carattere ed il nome della rivista. Purché il materiale proposto, anche un solo scatto, sia un prodotto creativo personale, oggetto significativo di ricerca, filologica materialistica o astratta CREATIVE - A free theme photo gallery, open to different combinations proposed by the public, in full freedom of expression and language, which represents the character and the name of the magazine. Provided that the material proposed, even a single shoot, is a creative and personnel product, of significant research, philological materialistic or abstract RECHERCHE - Ricerca artistica e filologica a tema libero, proposta dal pubblico. Può essere frutto di un lavoro individuale o di gruppo. Sono richiesti: un contenuto di testo firmato, e almeno 8 scatti d'autore abbinati alla trattazione testuale. E' un lavoro di approfondimento, una presentazione organica del tema RESEARCH - An artistic and philological research, on a free subject, proposed by the public. It may be the result of an individual or group work. Are required: a signed content of text, and at least 8 shots combined with the textual content. It is a work of deepening, a systematic presentation of the theme DEJAVU - Una singolare galleria di opere proposte dal pubblico. Immagini diffusamente ricorrenti, che raffigurano stereotipi espressivi assimilati nella nostra cultura fotografica, ma che contengono il fascino e la tecnica di una composizione formale rivisitata ALREADY SEEN - An original gallery of works proposed by the public. Some widespread and recurring images, wich depict expressive stereotypes assimilated into our photographic culture, but containing the charm and technique, of a revisited composition A TEMA - Ogni mese la redazione propone la parola attorno alla quale può ruotare la produzione creativa. Interpretazione libera e svolgimento fotografico di un unico vocabolo, anche con un solo scatto AT THEME - Each month, the editorial staff proposes the word, around which can rotate the creative output. Free photographic interpretation of a single word, even with one shot POTFOLIO - Un portfolio proposto dai lettori, letto a cura di Giancarlo Marcocchi. Un portfolio fotografico è composto da una serie d'immagini, con contenuto espressivo e concettuale costante, dove la tecnica e lo stile non devono essere preponderanti, ma al servizio della creatività personale. In pochi ma significativi scatti, massimo dodici, si deve esaurire l'argomento e tradurre le emozioni in immagini A portfolio suggested by readers, selected and read by Giancarlo Marcocchi. A photographic portfolio, consists of a series of images, with constant expressive and conceptual contents, where the technique and style should not be dominant, but at service of personal creativity. In a few but significant shots, not more than twelve, you must exhaust the subject, and translate emotions into images POT LOMO - Se volete pubblicare le vostre Lomografie in queste pagine, mandatecele. Come ormai avrete capito, … indipendentemente dalla qualità delle immagini, sceglieremo solo quelle degli amici e delle belle ragazze - If you want to publish your Lomography in these pages, send it please. As you may have guessed by now ... regardless of the quality of the images, we choose only those of friends and pretty girls POT SHOT - Per mezzo di una fotocamera da noi fornita, una persona completamente inesperta di fotografia, il cui punto di vista può essere originale, esprime a modo suo in 24 scatti, momenti ed emozioni della sua quotidianità, e noi ne proponiamo alcuni. Un esperimento creativo dove la tecnica lascia il posto alla casualità e alla semplicità, e rischia di stupirci ancora di più Using a camera supplied by us, someone completely inexperienced in photography, whose point of view can be original, he expresses in 24 shots, moments and emotions of his daily life, and we show some one. A creative experiment, where the technique gives way to the casual and simple, and it is likely to surprise us even more
Prefazione del direttore Flavio Vicari
La fotografia, quale linguaggio vivo e creativo di espressione artistica e culturale, è la motivazione che ha dato vita alla nostra rivista mensile on-line. Un linguaggio vivo è quello realmente in uso, e quindi abbiamo richiesto il contributo del pubblico. Il prezioso contributo di fotografi lettori di tutto il mondo, ci permette di raccogliere e presentare ogni mese on-line, una visione reale ed attuale della produzione d’immagini fotografiche, una galleria collettiva che ha l’ambizione di esprimere il linguaggio fotografico vivo di oggi, in collaborazione con voi ! Potpourri trimestrale stampato. Siamo stati noi stessi a coniare il neologismo foto-scopia, intendendo con esso la fotografia a monitor, in assenza di stampa, ed abbiamo rilevato che la vera fotografia è quella stampata. Da questa riflessione, nasce l’impegno di stampare le opere fotografiche pubblicate on-line, dei nostri lettori e dei nostri maestri redattori, in un compendio trimestrale della rivista. Mentre la rivista mensile on-line, continuerà a presentare mensilmente le opere pervenute e selezionate, ma arricchite con articoli e rubriche culturali di redazione, questo nuovo prodotto trimestrale, di 100 pagine solo stampato, sarà dedicato essenzialmente alla fotografia. Particolare cura abbiamo dedicato alla scelta della carta e del processo di stampa, per garantire ai nostri lettori una qualità d’immagine che non può mancare in fotografia, ed un prodotto che duri nel tempo, e meriti di essere acquistato e collezionato. Il primo numero è uno speciale di 144 pagine, in omaggio al pubblico. Ringrazio i collaboratori di redazione, tutti i fotografi lettori che c’inviano le loro opere, che sono l’asse portante della rivista, e anche tutti coloro che ci seguono on-line. La rivista trimestrale stampata è disponibile per spedizione postale, usando il tasto INVIO POSTALE in home-page. In vendita a Palermo al prezzo di 8 euro, in edicole e librerie riportate in terza di copertina. Photography as a language, of artistic and cultural expression, alive and creative, this is the motivation that gave life to our monthly magazine online. An alive language is that wich is in use, so we sought the contribution of the public. The valuable contribution of the photographer readers around the world, allows us to collect and submit monthly on-line, a real andimmediate vision, of the of photographic images production. A collective gallery, which has the ambition to show the photographic language alive today, in cooperation with you! Potpourri quarterly printed - We ourselves have coined the neologism photo-scopy, intended as a photography on monitor, in absence of the print, and we found that the true photography is printed. From this reflection, it come out the commitment to print the photographs of our readers, and of our editorial's teachers, in a quarterly compendium of the monthly magazine. While the monthly on-line, will continue to submit monthly the select works, but enriched by cultural articles of the editorial, this new quarterly product, only printed, of 100 pages, will be devoted primarily to the photography. A particular attention we have devoted, to the choice of the paper and printing process, in order to assure our readers, image’s quality, which can't fail, in photography, and a product that lasts over time, and deserves to be bought and collected. Paper produced without felling of trees. This first issue is a special 144-page, in deference to readers. I thank all the editorial staff, all photographer readers who send us their works, which are the backbone of the magazine, and also all those who follow us on-line. To request the postal sending of the printed magazine, uses the button " POSTAL " in home-page.

ARTICOLI ------------------------------------------------------------------------------------------------

Palestra di cognizione - Gym of cognition - di Aldo Gerbino
Per capire quanto sia indispensabile, oggi, percorrere la realtà e i suoi accadimenti attraverso le immagini basta osser vare i nostri più intimi gesti e comprendere quanto siamo immersi nel debordante brodo dell'immagine. Un'immagine in cui il grande rotore d'internet esercita la sua esasperata forza propulsiva; ma la fotografia, anche con il suo inevitabile corredo di errori, scar ti, che indubbiamente la arricchiscono – lo ricorda Clement Cheroux nel suo recente saggetto einaudiano di 'erratologia fotografica' (la “fautografia”,appunto, e le sue radici istintive e creative ricondotte all'essenza visiva di Man Ray) – costituisce inequivocabile elemento d'ar te il quale, per sua stessa natura, ha bisogno di riappropriarsi della sua lentezza. Spesso l'accelerazione creativa (in rappor to al per fezionamento tecnico) non por ta a scongiurare, rileva Pierre Sansot nel suo noto Du bon usage dela lenteur (1998), “i pericoli (la banalità, la cacofonia) che l'ar tista intende evitare”. È necessario riscoprire, dunque,quel tempo lungo adatto a manifestare, così, la migliore sostanza, quell'essere – il corpo fotografico – organismo vivo d'osser vazione, immersione nelle circostanze biologiche e spirituali di figure, oggetti, conflitti. Cosa aggiungere d'altro se non che, utilizzando sia la fonte on-line sia la car ta stampata e vivificandole in una eccitante simbiosi, il progetto d'una rivista totalmente offerta all'altare della fotografia, a dispetto delle miscredenze di questo tempo economico e politico nei confronti della cultura, e più particolarmente per quel pervicace disattendere alle urgenze delle arti, la fattibilità d'un tale messaggio, rappresenta aura d'interessi per la ricerca, per la materia stessa della foto. Ciò, al di là dello scontro tecnico, estetico e poetico tra processo analogico e digitale, tra bianconero e colore, estemporaneità random,laboratorio e concettualità, tra le variabili degli inter venti sulla foto e sui suoi suppor ti. Ad ogni modo una futuribile violabilità ai problemi che ostacolano l'idea di una fotografia d'autore va cercata, e non a caso, nella istituzione (e insistenza) malgrado tutto di una palestra ricognitiva e creativa. Tale ci sembra, in questa espressione bilingue alimentata da forze giovanili,l'offer ta di Potpour ri: con le sue inter rogazioni (dalla percezione al fattore creativo, dalle lomografie ai portfolio), e,soprattutto, con tutta la sua commossa valenza passionale.
Today reading the reality and its events by images it's necessary,we just have to look at our intimate gestures to understand how much we are immersed in an overflowing slop of images,images exasperated by the web. But photography, despite of its inescapable mistakes, which surely enrich it – as Clement Cheroux writes in his latest essay about the “photographic science of mistake” (the “fautography” and its istinctive and creative roots linked with the visual essence of Man Ray) – constitutes a definitive element of art, which needs to recuperate its slowness. The creative acceleration, caused by the technical progress, don't spare – wrote Pierre Sansot on his famous “Du bon usage de la lenteur (1998)” – the dangers (such as banality and cacophony) that the artist tries to avoid. So it's necessar y recover the long time needed to express the best substance, the alive organism of watching, immersion on biological and spiritual circumstance of figures, objects, conflicts. Using both online and printed sources, a new magazine totally devoted to photography, in spite of the current lack of care towards arts, represents an aura of interest for researches about the very matter of photography. This beyond the technical,esthetic and poetic dispute between analogue and digital, black/white and color, impromptu and conceptual. Whatever, a probable solution to the obstacles of the author's photography is the institution of a gym of creativity and cognition. Potpourri, with its young, passionate editorial staff and the interesting examinations (perception, creative factor, lomography and portfolio) may be that gym.

Dai Lego alla Reuters - From the Lego to the Reuters - di Toni Gentile
La mia esperienza di foto-giornalismo (2° parte)
My experience of photo-journalism - (2° part)
[…] Rapidità nel comprendere la storia e nel rappresentarla, nel modo più semplice e di immediata lettura. Forse la parola giusta, che caratterizza oggi come ieri il nostro lavoro, è proprio questa: velocità. Bisogna essere veloci a realizzare le foto, veloci a prepararle, veloci a trasmetterle e veloci a ricominciare un altro ser vizio, magari spostandosi da una par te all'altra del pianeta. Sicuramente prima i tempi erano più dilatati, ma anche il grande Robert Capa nei suoi reportage doveva fare i conti con la velocità. Questa velocità è oggi facilitata dalle innovazioni tecnologiche, che si sono sviluppate negli ultimi 20 anni ed hanno cambiato il modo di lavorare. E di tanto. Il cambiamento sostanziale è il passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale. Certamente una grande rivoluzione, molto discussa, che lascia sempre il dubbio su cosa sia meglio: il file digitale o la pellicola? E si aprono grandi dibattiti su qualità,durata nel tempo, precisione dei sensori, ecc. Mi permetto di dire che secondo me sono tutte chiacchiere, sicuramente per quanto riguarda il mondo del fotogiornalismo. Sono fermamente convinto che, se Robert Capa fosse vissuto oggi, avrebbe usato una fotocamera digitale, e con lo stesso successo. Dal punto di vista strettamente qualitativo, le fotocamere digitali di oggi hanno raggiunto dei livelli talmente alti che non sono a mio parere confrontabili con la pellicola soprattutto per quanto riguarda gli usi editoriali. In una professione in cui, allora come oggi, la carta vincente è arrivare per primi, non c'è dubbio che la rivoluzione digitale abbia cambiato il modo di lavorare, e per svariati aspetti abbia aiutato molto i professionisti del settore, dando anche maggiore possibilità di scelta ai giornali. Nel 1989, quando io ho iniziato, se coprivo una partita di calcio dovevo innanzitutto fotografare in B&N, non per una scelta artistica ma perché la maggior parte dei quotidiani era in B&N. Realizzavo anche poche foto diapositive a colori, che servivano per la prima pagina del Giornale di Sicilia (per il quale lavoravo allora). A fine partita dovevo contemporaneamente sviluppare e stampare il B&N e sviluppare le diapositive, e chiaramente non potevo consegnare 50 foto, altrimenti avrei fatto notte. Poi portavo tutto a mano al caporedattore dello Sport. Se una partita iniziava alle 15 non riuscivo a consegnare le prime foto in B&N prima delle 18.30, facendo salti mortali; poi arrivava anche il colore per la prima pagina. Bene, quando oggi fotografo una partita di calcio per la Reuters, ma sarebbe lo stesso per il Giornale di Sicilia, prima della fine dell'incontro ho già trasmesso ai quotidiani di tutto il mondo centinaia di foto a colori. E quando finisce la partita chiudo tutto e vado a casa. I giornali inoltre hanno ricevuto, e non solo da me, un’imponente documentazione fotografica, e hanno quindi una maggiore possibilità di scelta da un punto di vista estetico e di contenuti. La presenza di decine di fotoreporter, che velocemente trasmettono le proprie foto ai giornali, ci dà in qualche modo una garanzia di trasparenza e di verità. Poi sarà il giornale a scegliere. Ad una manifestazione politica, ad esempio, un solo fotografo potrebbe condizionare il pensiero dei lettori,decidendo di trasmettere le inquadrature in cui c'è poca gente, piuttosto che quelle dove si vedono grandi folle, o viceversa. Quest'evoluzione digitale è andata di pari passo con la diffusione di internet, che oggi copre una grandissima fascia del mercato editoriale. La stragrande maggioranza dei giornali del mondo ha anche una versione digitale, e poi moltissimi altri siti fanno informazione e utilizzano immagini di agenzie di stampa e freelance. Un grandissimo mercato on-line in continua espansione, spesso a scapito delle testate cartacee. Oggi negli Stati Uniti diversi giornali hanno dismesso le “rotative”, lasciando spazio solo alla versione digitale, e questa sembra essere la tendenza del mercato editoriale anche in Europa.Questi vent'anni di esperienza professionale mi hanno dato la possibilità di vivere in prima fila momenti importanti della storia del nostro Paese e del mondo. La soddisfazione maggiore di un giornalista, e nel mio caso di un fotogiornalista, è quella di poter dire: “Io c'ero”. Sì, ero presente quando è morto l'amatissimo Papa Giovanni Paolo II, quando l'Italia ha vinto i Mondiali in Germania, quando è stato arrestato il superlatitante Giovanni Brusca o quando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino mi hanno regalato un sorriso, rimasto per sempre negli occhi e nel cuore di chi li ha apprezzati e li ha persi. Questi episodi da soli possono bastare per far dimenticare tutti quei lati negativi di cui ho parlato. Non senti né stanchezza né dolori quando sai di essere interprete di una storia che domani sarà sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo. E tu vuoi esserci, non solo sul posto ma anche sulle prime pagine dei giornali: è questa la passione, difficile da spiegare, che tutti noi fotoreporter abbiamo, o almeno dovremmo avere per fare bene questa professione, la più bella al mondo.
(…) Rapidity to comprehend the history and represent it, in the very easy and quickness way of reading. Maybe it's that right word to say today, compared of yesterday. The pictures need to be realized, prepared and transmitted in a very fast way. Those times were pretty slow before. But even the great Roberto Carpa had to really fast with his repor ting. Now with the technology of today it's easier to manage it, and in the last 20 years, we can say that this movement changed the way to work. The real rapid changing is the digital photograph compared with the analogical photograph. Certainly it's an amazing revolution…but which one of them is really the best, digital or film photo? I can say that if Robert Capa was living in our days, he would prefer for sure a digital camera. To my opinion digital cameras have reached a ver y high level that can not be compared with film photos, especially with the editorial ones[...] In 1989, the year that I stated as a profession photo reporter, my duty was to photograph a football match in B&N, it wasn't for an artistic choice but the most of the newspapers were in B&N.I also made some colour photos just for the first page of Giornale di Sicilia (the company I worked for). At the end of the match my tasks were to develop and print the photos in B&N, of course not all of them other wise I concluded at night. After that I delivered them to my news sport editor. If a game started at 15.00 than I was not able to deliver them in B&N before 18:30. But now, when I photograph a football game for Reuters which is my new company that I work for, I am able to send hundreds of colour photos in all the news sport editors of the world. But it would have been the same with Giornale di Sicilia. Many repor ters send there pictures in a really fast way, but it will always be the editorial company to choose the photos. In this case it all depends by the quality of the images of the photoreporter. In these 20 years of experience as a photographer they gave me the possibility to assist very closely the important movements of my countr y and of the world. The biggest satisfaction for a reporter or photographer is to say: ''I was There''. Yes, I was there when the pope Giovanni Paolo II died, when the Italy won the World Cup in Germany, when the mafioso Giovanni Brusca was arrested and when Giovanni Falcone and Paolo Borsellino gave me a smile that remains forever in the eyes and in the hearts of the people that esteem them. Your will never be tired or feel any pain when you know that you'll be part of a story that will be on the first page of all the newspapers in the world. It's hard to explain the passion of this profession but I am for sure that it is the best in the world.

Recherche - Death sleep red - di Zri
Maggio '66: c'erano gli hippies, la chitarra di Hendrix andava in fiamme, mio padre non lesse Kerouac ma era sempre on the road. Oltreoceano c'era LSD, qui vino e gazzosa, mia madre non conosceva i Beatles ma urlava “Aiuto”, il futurismo perdeva Breton e Carrà. Esplode la rivoluzione sessuale “Coming out”, sono nato. Questa recherche non è denuncia né provocazione, ho cercato i colori violenti di Pollock, la follia di Bacon e la drammaticità dei racconti di Poe. Incipit: osservo e racconto, la lampada a tungsteno si accende, il sipario si apre ed è realtà.
May '66: there were hippies, Hendrix's guitar was on fire, my father didn't read Kerouac but was always on the road. Overseas there was LSD, here wine and soda, my mother didn't know the Beatles but screamed “HELP”, futurism lost Breton and Carrà. The “Coming out” sexual revolution exploded, I was born.This recherche isn't a complaint nor a provocation, I just searched the violent color of Pollock, the madness of Bacon and the drama of Poe's tales. Incipit: I observe and report, the tungsten lamp turns on, the curtain opens and the reality is.

Maxi personale - Anima mia, terra lontana - My soul, far land - di Catalina Filip
Queste foto sono state realizzate in un paesino a circa 100 km dalla mia città natale, Tulcea; ogni scatto è un regalo da parte della mia gente e del paese cui devo le radici: la Romania. È un luogo intenso, con grandi contraddizioni e profonde cicatrici, punto d'incontro fra l'inamovibile e il fugace; le strade polverose fanno da sfondo alla fatica di tutti i giorni, al sorriso dei bambini, alla tenerezza di una madre, agli sguardi che penetrano il cuore,evocazioni degli archetipi della nostra cultura. Con queste foto ho riscoperto la poetica frugalità del quotidiano, in immagini indelebili da cercare in ogni viaggio, in ogni mio ritorno.
These photograps have been taken in a small village about 100 km near Tulcea, my hometown. Every shoot is a present from my people and my mother country: Romania. It’s an intense place, with great contradictions and deep scars, meeting-point between the immovable and the glancing; the dusty roads are the background for daily hard work, for children’s smile, for mother’s tenderness, for heart-penetrating glances, evocation of archetype of our culture. With these photos I have rediscovered the poetic primitiveness of everyday, in indelible pictures that I’m searching in each travel, in each my return.
Entrourage del Professor Mogol
La fotografia giapponese delle origini - The Japanese photography of the origins - di Giorgio Menallo
La lanterna magica è un dispositivo ottico ideato nella seconda metà del '600, antesignano dei moderni proiettori. Semplice quanto versatile, fu impiegato con successo come Biblia Pauperum, ma il suo vero potenziale si manifestò nelle fiere, dove si diffuse come mezzo d'intrattenimento per le masse. Conservando la bivalenza ludica e formativa delle origini, nel 2003 apre a Palermo la libreria Lanterna Magica, in via Goethe 43: al suo interno trovano spazio affascinanti libri d'antiquariato, giochi di ruolo e da tavolo, miniature, fumetti e fedeli riproduzioni di oggettistica medievale; c'è un settore dedicato all'esoterismo e ai miti pagani, ed uno esclusivamente riservato alla fotografia. Dal 2007 ospita uno spazio espositivo, la Galleria “43”, con due sale destinate alle mostre fotografiche: vi si sono avvicendati numerosi artisti contemporanei, le cui opere sono disponibili in catalogo sul sito magiclantern.alter vista.org. L'otto dicembre è stata inaugurata una mostra sulla fotografia giapponese delle origini, riconfermando l'invidiabile posizione della Lanterna Magica nella vendita delle fotografie dell'Ottocento. Per una contestualizzazione storico-culturale della mostra, la parola al curatore, nonché ex coordinatore del periodico Gente di Fotografia, M° Vincenzo Mirisola.
T he magic lantern is an optical device created in the second half of the 600's. A very simple object which was employed with success like Biblia Pauperum and was used often in the fairs as an entertainment for the public. Keeping up the recreational and formative value of the origins, in 2003 opens the Lanterna Magica bookshop in Goethe street 43, Palermo: here you can find very fascinating and antique books, table games, model miniatures, comic strips and medieval objects; there is also a sector reserved only for the photography. Since 2007 you can peer the Gallery 43, which has two rooms reserved only for photographic exhibition: you can find a lot of contemporary artists’ works which are available in catalogue on the site. On December 8th it has been inaugurated an exhibition about the Japanese photography of the origins, reappointing the position of the Lanterna Magica in the sale of the 1800’s photographs.

Approfondimento - Focus - di Vincenzo Mirisola
La fotografia in Giappone si sviluppò tardi rispetto all'Occidente, a causa dell'isolamento politico-culturale del paese. Sarà il veneziano Felice Beato, giunto a Yokohama nel 1863, a dare il contributo più impor tante all'affermazione della fotografia nel Sol Levante. Intuendo le grandi possibilità offer te da una nazione sconosciuta agli occidentali, aprì uno studio in società con il fotografo inglese Charles Wirgman. Molti bravi pittori di modeste pretese economiche erano a por tata di mano, e l'intraprendente veneziano ne assoldò diversi con l'unico compito di colorare le fotografie. Lavoravano con professionalità, precisione e sensibilità, e la colorazione delle immagini era il meglio che si potesse ottenere in quel periodo, richiedendo anche mezza giornata di lavoro. Nel 1877 Beato vendette il suo studio e le lastre negative al barone austriaco Raimund Von Stillfried, già fotografo a Yokohama dal 1871, che continuò a commercializzarle numerandole e apportando delle lievi modifiche alle originali. La produzione più importante di Stillfried è costituita dai ritratti, eseguiti su sfondi neutri per concentrare l'attenzione sui modelli, e i suoi nudi non hanno uguali in tutta la fotografia giapponese dell'Ottocento. Nel 1885 lo studio di Stillfried venne rilevato, con le negative rimaste, dal vicentino Adolfo Farsari, eclettico viaggiatore e imprenditore che non si rassegnò mai alla fortuna avversa: stabilitosi a Yokohama nel 1875, tentò innumerevoli imprese commerciali in vari campi, aprì una libreria stampando piccole guide per stranieri e vendendo fotografie di altri professionisti, fino a diventare fotografo lui stesso. Nel 1886 un incendio distrusse il suo studio, con tutte le negative, e Farsari intraprese un lungo viaggio per tutto il Giappone per ricostituire l'archivio fotografico. La fortuna tornò a girare presto dalla sua parte, grazie alla grande qualità della colorazione delle fotografie. Kusakabe Kimbei è l'ultimo grande nome di quella che possiamo definire la Scuola di Yokohama. Proseguì il lavoro di Beato e Stillfried, perfezionando la tecnica della colorazione manuale. Aveva iniziato come colorista alle dipendenze di Beato, ma ben presto era diventato lui stesso fotografo. Allievo sia di Beato che di Von Stillfried, dal primo apprese l'arte del reportage e della veduta, mentre dal secondo l'approccio psicologico al ritratto. Negli anni Novanta dell'Ottocento, in tutte le grandi città giapponesi esistevano studi fotografici che producevano prevalentemente fotografie colorate a mano. Alcuni studi ebbero uno sviluppo industriale, come quelli di Tamamura Kozaburo, specializzatosi in album di vedute e costumi per turisti facoltosi, con lussuose copertine in lacca ed inser ti in avorio, madreperla e foglia d'oro, riportanti motivi pittorici della tradizione giapponese, come il monte Fuji, le jinrikishas (le classiche portantine) e le geishe. Infine l'opera di Ogawa Kazumasa, un fotografo che ricercava il massimo della qualità tecnica e creativa, perseguendo un ideale assoluto di bellezza ed equilibrio attraverso immagini nettamente distinte dalla produzione della fine degli anni Novanta. Nelle sue foto la donna assume per la prima volta un ruolo autonomo e di primo piano, come custode di valori tradizionali positivi della società giapponese, presenti negli scatti di paesaggio di Ogawa e nei giardini. Usò una nuova colorazione funzionale all'espressività dei singoli scatti, mettendo in risalto particolari stati d'animo o peculiarità della vegetazione e delle diverse stagioni. Il tutto in un'atmosfera rarefatta e sognante che rende uniche le sue immagini e affascina l'osservatore. Negli ultimi anni della sua carriera si dedicò quasi esclusivamente alla collotipia, con ottimi risultati: i suoi collotipi prevedevano fino a 15 passaggi di lastre, una per ogni pigmento impiegato, mentre in tutto il resto del mondo venivano prodotti solo con tre o quattro lastre sfruttando il principio dei colori fondamentali.
The photography in Japan was developed late regarding the West, because of the political-cultural isolation of the country. When the Venetian Felice Beato reached Yokohama in 1863, he gave an important contribution to the photography in the Land of the rising sun. He successfully opened a studio in society with the English photographer Charles Wirgan. Many excellent painters of modest economic pretentions were hired by Felice Beato with the only task to colour the pictures. They worked with skill, accuracy and sensibility and the colour of the images was the best that they could obtain in that period. In 1877 Beato sold his studio and photography plates to the Austrian baron Raimund Von Stillfied, who continued to modify and commercialize them. The most important production of Stillfried was based on the portrait and his nude pictures were incomparable of the whole Japanese photography of the 1800's. In 1885 Stllfried's studio was taken over by Adolfo Farsari from Vicenza, who was a traveller and a businessman which opened a bookstore in Yokohama in the 1875 selling guidebooks for tourists and pictures of other professionals, until he became a photographer too. In the 1886 a fire burnt his studio including the plates, so Farsari decided to travel around the Japan to rebuild the photographic archive. Kusakabe Kimbei was the last important name of Yokohama's school. He continued to manage the work of Beato and Stillfried, improving the method of the manual coloration. He started as a colourist but very soon he became a photographer. He was student of both Beato and Von Stillfried; from the first he learnt the art of the reportage and the view; from the second the psychological approach to the portrait. In the 1890's in all the great Japanese cities, there were photographic studios which produced images coloured mostly by hand. Most studies had industrial development, as like the ones of Tamamura Kozaburo which was specialized in customs for tourists and photograph views, with luxurious book cover in lacquer and decoration in ivory, mother-of-pearl and gold foil. At last, the work of Ogawa Kazumasa, a photographer who searched the maximum of the technical and creative quality, following an absolute ideal of beauty and equilibrium. In his pictures, for the first time, the woman has an independent role as keeper of the traditional values of the Japanese society. He used a new technique of colouring which highlighted the frames of mind, the features of the greenery and the seasons. In the last years of his career, he dedicated to the Collotype with excellent results: his collotypes counted 15 passages of plates ( one for every pigment), while in the rest of the world they were producing by only three or four passages.

Lapide
“Il progresso è merito degli scontenti. La gente felice non desidera alcun cambiamento” “We improve thanks to the dissatisfieds. Happy people don’t wish changes.” Herbert George Wells (1866 - 1946) scrittore britannico english writer
Chiusura del direttore Flavio Vicari
Da novembre Potpourri è anche una rivista stampata. Una realtà che cresce e rende noi tutti ancora più carichi di un entusiasmo condiviso sempre di più con i nostri lettori, che al contempo sono anche i nostri insostituibili fotografi. A loro va un grazie per aver partecipato così numerosi all'evento di presentazione di Potpourri. Per dimostrarvi la nostra gratitudine questo mese vi proponiamo un numero più ampio, con più contenuti fotografici e più colorato. Arrivederci, tribù di Potpourri!
From november Potpourri is also a printed magazine. A growing reality which arouses our enthusiasm, shared with our irreplaceable readers-photographers. We want to thank them for the massive participation at the display's event of Potpourri quarterly. In order to demonstrate our gratitude this month we offer you a wider magazine,with more photographs and more colors. Cheerio, Potpourri tribe!!

ANNUNCI ----------------------------------------------------------------------------

IL TEMPO PLURALE DELLE FIGURE Sabato 5 dicembre ore 18,00, presso l'Ass. Nuvole, Francesco Balsamo presenta una mostra visionaria e dolce-amara in cui forma e senso del tempo trovano nuove forme espressive, evidenziando la fragilissima struttura della vita, anche grazie ad installazioni e collage ASS. NUVOLE Palazzo Patricolo - Via Matteo Bonello 21 / Via Gioeni 9 - Palermo www.associazionenuvole.it tel.: +0039.091323718 / +0039 329 6319339

Fotocontest.it STREET Descrizione: Foto di persone in contesti urbani Info: l'invio della foto può avvenire dal 22 Dicembre fino al 29 Dicembre (ore 17:00) Generazione dei gruppi: 29 Dicembre Votazioni di scrutinio: dal 29 Dicembre al 5 Gennaio (ore 17:00) Votazioni ufficali: dal 6 Gennaio al 13 Gennaio (ore 17:00)
Description: Shoots about people in urban contexts Info: you can send your shoot since 15 until 22 of December (17.00 o'clock). Making of the groups: 29 of December Preliminary count: from 29 of December to 5 of January (17.00 o'clock) Official poll: from 6 of December until 13 of January (17.00 o'clock)

ART OUT ART HOUSE Un nuovo modo per vivere l'arte dal 9 dicembre 2009 al 19 gennaio 2010 La Galleria Agorà, in via XII Gennaio 2, propone un nuovo senso del bello, in cui pittura, scultura, design e fotografia siano strumenti per vivere meglio ogni giorno, oltre il contenitore razionale della galleria, oltre gli schemi rigidi. Un modo per sentirsi in sintonia con l'arte e un'occasione per incentivare forme di Collezionismo contemporaneo

RE-VISION ARCHITECTURE’S Da Barcellona a Palermo, da Berlino a Lodi, l'obiettivo di Alessandro Nigro, architetto e fotografo siciliano, “rilegge” edifici noti e sconosciuti attraverso particolari architettonici, prospettive insolite, giochi di ombre e accostamenti spiazzanti. La mostra, curata da Marina Di Leo e Filippo Schilleci, apre il 9 dicembre nello spazio espositivo del Basquiat Cafè, via Sant'Oliva 20, ed è visitabile fino al 20 dicembre dalle 19 alle 24 Info: 3475402821 www.alessandronigro.it

LUCI DELLA CITTA’ Palermo in mostra, 25 fotografie 50x70 manipolate con Photoshop, Marcello Karra ritrae scorci e monumenti della città. La mostra sarà inaugurata venerdì 11 dicembre alle 17:30 presso il Cral del Banco di Sicilia, via Rosolino Pilo 33, e resterà aperta al pubblico fino al 23 dicembre, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30, il sabato solo la mattina

ALTEREGO e BEHIND THE SCENES Dal 21al 23 dicembre, alle ore 21.00, nei locali dell'Arci Barcollo di Via Ammiraglio Gravina 56, s'inaugurerà la collettiva fotografica degli allievi della scuola di fotografia dell'Associazione Culturale Alibi Club di Palermo. I temi scelti rappresentano il lavoro di fine corso delle due classi della scuola di formazione professionale, coadiuvate dal docente Tony Rappa. Ingresso libero



Autori pubblicati

Claude Andreini, Aldo Gerbino, Toni Gentile, Fabio Sgroi, Salvo Fundarotto, Tano Siracusa, Vincenzo Mirisola, Mario Conti, Giorgio Vianini, Eugenine, Leo Leandro Butera, Roberto Salvaggio, Marco Garro, Marco Leoni, Marina Starik, Dario Feo, Vincenzo Pietraperzia, Claudio Gorgone, Anna Gioia, Toni Rappa, Davide Currao, Viola Tofani, Rosa Maria Garofalo, Giovanni Cultrera, Silvio Napoletano, Giuseppe Polizzi, catalina Filip, Zri, Lafides

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