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potpourri mensile creativo - rivista di fotografia arte e cultura - n° 08 novembre creativo 2009

La rivista mensile, photo magazine, on-line e trimestrale stampata, in gran parte fatta dai lettori. Fotografie creative e a tema, gallerie rubriche e reportage, contenuti di cultura e società, in un potpourri creativo, in collaborazione con voi ! The monthly magazine online and quarterly printed, largely done by the readers. Creative and thematic photographs, galleries headings and reportage, contents of culture and society, in a creative potpourri, in cooperation with you !

Tutti i lettori sono invitati a partecipare seguendo le istruzioni riportate nella GUIDA PRATICA in home-page All readers are invited to participate following the instructions in the USER’S GUIDE, in homepage CREATIVO - Una galleria fotografica a tema libero, aperta a combinazioni eterogenee proposte dal pubblico, in piena libertà espressiva e linguistica, che rappresenta il carattere ed il nome della rivista. Purché il materiale proposto, anche un solo scatto, sia un prodotto creativo personale, oggetto significativo di ricerca, filologica materialistica o astratta CREATIVE - A free theme photo gallery, open to different combinations proposed by the public, in full freedom of expression and language, which represents the character and the name of the magazine. Provided that the material proposed, even a single shoot, is a creative and personnel product, of significant research, philological materialistic or abstract RECHERCHE - Ricerca artistica e filologica a tema libero, proposta dal pubblico. Può essere frutto di un lavoro individuale o di gruppo. Sono richiesti: un contenuto di testo firmato, e almeno 8 scatti d'autore abbinati alla trattazione testuale. E' un lavoro di approfondimento, una presentazione organica del tema RESEARCH - An artistic and philological research, on a free subject, proposed by the public. It may be the result of an individual or group work. Are required: a signed content of text, and at least 8 shots combined with the textual content. It is a work of deepening, a systematic presentation of the theme DEJAVU - Una singolare galleria di opere proposte dal pubblico. Immagini diffusamente ricorrenti, che raffigurano stereotipi espressivi assimilati nella nostra cultura fotografica, ma che contengono il fascino e la tecnica di una composizione formale rivisitata ALREADY SEEN - An original gallery of works proposed by the public. Some widespread and recurring images, wich depict expressive stereotypes assimilated into our photographic culture, but containing the charm and technique, of a revisited composition A TEMA - Ogni mese la redazione propone la parola attorno alla quale può ruotare la produzione creativa. Interpretazione libera e svolgimento fotografico di un unico vocabolo, anche con un solo scatto AT THEME - Each month, the editorial staff proposes the word, around which can rotate the creative output. Free photographic interpretation of a single word, even with one shot POTFOLIO - Un portfolio proposto dai lettori, letto a cura di Giancarlo Marcocchi. Un portfolio fotografico è composto da una serie d'immagini, con contenuto espressivo e concettuale costante, dove la tecnica e lo stile non devono essere preponderanti, ma al servizio della creatività personale. In pochi ma significativi scatti, massimo dodici, si deve esaurire l'argomento e tradurre le emozioni in immagini A portfolio suggested by readers, selected and read by Giancarlo Marcocchi. A photographic portfolio, consists of a series of images, with constant expressive and conceptual contents, where the technique and style should not be dominant, but at service of personal creativity. In a few but significant shots, not more than twelve, you must exhaust the subject, and translate emotions into images POT LOMO - Se volete pubblicare le vostre Lomografie in queste pagine, mandatecele. Come ormai avrete capito, … indipendentemente dalla qualità delle immagini, sceglieremo solo quelle degli amici e delle belle ragazze - If you want to publish your Lomography in these pages, send it please. As you may have guessed by now ... regardless of the quality of the images, we choose only those of friends and pretty girls POT SHOT - Per mezzo di una fotocamera da noi fornita, una persona completamente inesperta di fotografia, il cui punto di vista può essere originale, esprime a modo suo in 24 scatti, momenti ed emozioni della sua quotidianità, e noi ne proponiamo alcuni. Un esperimento creativo dove la tecnica lascia il posto alla casualità e alla semplicità, e rischia di stupirci ancora di più Using a camera supplied by us, someone completely inexperienced in photography, whose point of view can be original, he expresses in 24 shots, moments and emotions of his daily life, and we show some one. A creative experiment, where the technique gives way to the casual and simple, and it is likely to surprise us even more
Prefazione del direttore Flavio Vicari
La fotografia, quale linguaggio vivo e creativo di espressione artistica e culturale, è la motivazione che ha dato vita alla nostra rivista mensile on-line. Un linguaggio vivo è quello realmente in uso, e quindi abbiamo richiesto il contributo del pubblico. Il prezioso contributo di fotografi lettori di tutto il mondo, ci permette di raccogliere e presentare ogni mese on-line, una visione reale ed attuale della produzione d’immagini fotografiche, una galleria collettiva che ha l’ambizione di esprimere il linguaggio fotografico vivo di oggi, in collaborazione con voi ! Potpourri trimestrale stampato. Siamo stati noi stessi a coniare il neologismo foto-scopia, intendendo con esso la fotografia a monitor, in assenza di stampa, ed abbiamo rilevato che la vera fotografia è quella stampata. Da questa riflessione, nasce l’impegno di stampare le opere fotografiche pubblicate on-line, dei nostri lettori e dei nostri maestri redattori, in un compendio trimestrale della rivista. Mentre la rivista mensile on-line, continuerà a presentare mensilmente le opere pervenute e selezionate, ma arricchite con articoli e rubriche culturali di redazione, questo nuovo prodotto trimestrale, di 100 pagine solo stampato, sarà dedicato essenzialmente alla fotografia. Particolare cura abbiamo dedicato alla scelta della carta e del processo di stampa, per garantire ai nostri lettori una qualità d’immagine che non può mancare in fotografia, ed un prodotto che duri nel tempo, e meriti di essere acquistato e collezionato. Il primo numero è uno speciale di 144 pagine, in omaggio al pubblico. Ringrazio i collaboratori di redazione, tutti i fotografi lettori che c’inviano le loro opere, che sono l’asse portante della rivista, e anche tutti coloro che ci seguono on-line. La rivista trimestrale stampata è disponibile per spedizione postale, usando il tasto INVIO POSTALE in home-page. In vendita a Palermo al prezzo di 8 euro, in edicole e librerie riportate in terza di copertina. Photography as a language, of artistic and cultural expression, alive and creative, this is the motivation that gave life to our monthly magazine online. An alive language is that wich is in use, so we sought the contribution of the public. The valuable contribution of the photographer readers around the world, allows us to collect and submit monthly on-line, a real andimmediate vision, of the of photographic images production. A collective gallery, which has the ambition to show the photographic language alive today, in cooperation with you! Potpourri quarterly printed - We ourselves have coined the neologism photo-scopy, intended as a photography on monitor, in absence of the print, and we found that the true photography is printed. From this reflection, it come out the commitment to print the photographs of our readers, and of our editorial's teachers, in a quarterly compendium of the monthly magazine. While the monthly on-line, will continue to submit monthly the select works, but enriched by cultural articles of the editorial, this new quarterly product, only printed, of 100 pages, will be devoted primarily to the photography. A particular attention we have devoted, to the choice of the paper and printing process, in order to assure our readers, image’s quality, which can't fail, in photography, and a product that lasts over time, and deserves to be bought and collected. Paper produced without felling of trees. This first issue is a special 144-page, in deference to readers. I thank all the editorial staff, all photographer readers who send us their works, which are the backbone of the magazine, and also all those who follow us on-line. To request the postal sending of the printed magazine, uses the button " POSTAL " in home-page.

ARTICOLI ------------------------------------------------------------------------------------------------

Light-painting, dipingere con la luce - Painting with light - di Davide Currao
La pittura, universalmente considerata una delle arti con la A maiuscola, ha sempre esercitato su di me una forte seduzione per i colori e le composizioni, come nelle imponenti opere del Caravaggio, ma mio malgrado il pennello non è mai stato il mio forte. Pur essendo altrettanto emozionante e creativa, l’arte fotografica mi ha sempre dato l'impressione di rappresentare troppo fedelmente la realtà, come oggettivamente il nostro occhio la vede ogni giorno, nella precisione del tratto che freddamente riporta, che non si concede nemmeno un errore. Con il light-painting invece, ho scoperto una tecnica che mi ha permesso di avvicinarmi alla pittura con la fotografia, e di mirare a quelle emozioni che il dipinto mi ha sempre dato. A mio parere è una delle tecniche più creative per gestire la relazione tra la luce e la fotografia. Tecnicamente funziona così: Camera oscura, macchina su cavalletto regolata in posa B, e il soggetto viene illuminato usando manualmente una fonte luminosa artificiale, una classica torcia elettrica, in modo selettivo, come fosse un pennello. Il risultato varia assecondo molteplici variabili, come la potenza della sorgente luminosa, la sua distanza dal soggetto, l’angolo d’illuminazione, e la durata del tempo di illuminazione dei vari particolari. La tecnica del light-painting si è sviluppata con l’avvento del digitale, grazie alla possibilità di vedere subito il risultato della sperimentazione. Non ha delle regole, il risultato è del tutto personale, tutto è lasciato alla fantasia, alla sperimentazione, e alla creatività. Tonalità romantiche e pose classiche, di tono rinascimentale e surreale, sono spesso il risultato di questa fotografia più vicina all'arte pittorica. Inoltre l’unicità dell'opera è assicurata, con questa tecnica così dipendente dalla mano e dall’improvvisazione dell’artista, da rendere impossibile il ripetersi d’immagini identiche.
The painting, widely considered one of the arts with capital A, has always exercised over me a strong seduction, for colors and compositions, as in the impressive works of Caravaggio. But, despite myself, the brush has never been my art. Although it is exciting and creative, the photographic art has always given me the impression of represent the reality too faithfully, like objectively our eye sees it every day, with the precision of the sign that coldly captures, which don't grant even an error. With the light-painting, however, I discovered a technique that allowed me to approach the painting with photography, and to find those emotions that the painting has always given me. In my opinion, it is one of the most creative techniques to manage the relationship between light and photography. Technically it works like this: Darkroom, camera on tripod, shutter opened ("B"), and the subject is illuminated by hand, using an artificial light source, a normal flashlight, selectively, like a brush. The result varies depending on many variables, like the power of the light source, its distance from the subject, the angle of illumination, and the length of lighting time of the various details. The technique of the light-painting has evolved with the advent of digital, through the ability to immediately see the result of experimentation. It has no rules, the result is completely personal, everything is left to the imagination, experimentation, and creativity. Romantic colors and classic poses with surreal tone, are often the result of this photography, closer to the art of painting. Moreover, the uniqueness of the works is assured with this technique, so dependent by the hand and improvisation of the artist, so to be impossible the repetition of identical images.

Dai Lego alla Reuters - From the Lego to the Reuters - di Toni Gentile
La mia esperienza di foto-giornalismo (1° parte)
My experience of photo-journalism - (1° part)
Avevo 8 o 9 anni, e con i mattoncini Lego costruivo la mia prima macchina fotografica e giocavo a fare il fotoreporter. Adesso ho 20 anni d’esperienza professionale nell’ambito del foto-giornalismo. La fotografia è un mondo ricchissimo di espressioni artistiche di vario tipo, e il foto-giornalismo non sfugge a questa frammentazione in generi: sportivo, politico, sociale, news, cronaca rosa, ... e poi sopratutto quel genere “sociale-artistico”, che si vede sempre più spesso nelle gallerie d’arte piuttosto che sulle pagine dei giornali. La mia professione è sempre stata molto mitizzata: girare il mondo, il senso di libertà, incontrare i vip, essere presenti nei luoghi dove a volte si scrive la storia, e tanti altri esempi si potrebbero citare. In realtà, ad ognuna di queste cose corrisponde sicuramente un lato negativo, o che rende questo mestiere meno magico di quanto si possa pensare, faticoso, artigianale, e ricco d’incertezze e di duri sacrifici. La prima cosa che bisogna fare per intraprendere questo mestiere, direbbe Catalano (da Quelli della Notte), è comprare una macchina fotografica di buona qualità, e questo rappresenta già il primo ostacolo, poiché i costi potrebbero essere proibitivi. Anche se oggi, con l’avvento del digitale, è aumentata l’offerta e sono diminuiti i prezzi, per un sistema veramente professionale la spesa lievita notevolmente. Costano sempre molto gli obiettivi, soprattutto i teleobiettivi, d’obbligo, ad esempio, nel fotoreportage sportivo, per il quale le lunghe focali dal 400 mm in su sono fondamentali. In compenso sono scomparse le spese relative alle pellicole. Un problema pratico, apparentemente banale ma realisticamente molto invalidante: moltissimi cittadini soffrono di mal di schiena, e tra questi ci sono tutti i fotografi, costretti a trasportare sulle loro spalle zaini carichi di attrezzatura pesante. Passare da un motorino ad un taxi, da un treno ad un aereo, diventa spesso un incubo ricorrente, prima di ogni viaggio. Se però siamo riusciti a comprare la nostra attrezzatura, e possediamo una discreta resistenza allo stress fisico e mentale, allora possiamo provarci. Vediamo adesso alcuni aspetti molto importanti: Io ho fatto delle belle foto, e adesso a chi le do? Chi le pubblicherà? La distribuzione è un aspetto fondamentale nel lavoro del fotoreporter. A meno che non si sia già affermati, e gli editori ci chiamino per commissionarci dei servizi in giro per il mondo, bisogna fare tutto a proprie spese. Programmare un viaggio, realizzare le foto, montare il servizio e quindi proporlo. Ci sono due possibilità: o si fa un giro delle redazioni, dove si ritiene che quel determinato servizio possa essere pubblicato, oppure, per maggiore comodità, si affidano i propri servizi ad una delle tante agenzie di distribuzione fotografica, e si spera che queste riescano a venderlo. Nella migliore delle ipotesi lo vendono, e a noi rimane solo il 60% di quello che il cliente ha pagato, che a volte potrebbe anche essere meno di quello che abbiamo speso per la realizzazione. In Italia il mercato del foto-giornalismo è svalutato. A mio parere, il fiorire di tantissime agenzie fotografiche tra gli anni 80 e 90, è stata una delle maggiori cause della crisi, che ha fatto dequalificare questa professione molto importante all’interno del giornalismo, facendo abbassare sempre di più i prezzi per l’estrema concorrenza tra fotografi freelance ed agenzie. Un solo esempio per tutti: un quotidiano locale paga oggi le fotografie meno di quanto le pagava nel 1989, quando io ho iniziato, mentre il prezzo della benzina in questi vent’anni è raddoppiato. Per non parlare della totale mancanza di rispetto per i fotoreporter da parte di molte testate, che fanno largo uso delle fotografie senza mai citare l’autore, e contravvenendo alle leggi sul diritto d’autore. E allora, quale futuro per questa professione? Fatta questa premessa poco incoraggiante, devo però dire che questa professione offre anche tantissimi lati positivi, o almeno così vale per me. Innanzi tutto, quello che mi spinge ancora oggi a fare questo mestiere, è il piacere di raccontare le storie, far vedere qualcosa che è successo a chi non era presente in quel posto, e cercare di fargli vivere in poche immagini le emozioni che io ho provato. In una sola parola: essere testimone. Portare le notizie alla gente di tutto il mondo, che sta comodamente seduta in poltrona a leggere giornali e riviste, o a visitare i siti internet. Per questo il genere che io amo di più, ed ho la fortuna di fare giornalmente, è il news, quello immediato, quello dei quotidiani o delle agenzie di stampa, quello che ogni giorno cambia, e ti porta dallo sport alla politica, dall’entertaiment al Papa alle calamità naturali. [ … ] I was 8 years old, or 9, and with Lego bricks built my first camera, and played at being a photojournalist. Now I have 20 years of professional experience in the photojournalism. Photography is a world rich in artistic expressions of various kinds, and the photojournalism is no exception to this fragmentation in genres: sports, politics, social, news, gossip, ... and then, above all, "social artistic", which is seen increasingly in art galleries rather than on the pages of newspapers. My profession has always been much mythologized: the world go round, the sense of freedom, the meet of celebrities, be present in places where, sometimes, you write the story, and many other examples could be cited. In reality, there are also some downside, which makes this job less magical than one might think, hard, craft, and full of uncertainties, and sacrifices. The first thing to do, for undertake this job, is to buy a camera of good quality, and this is already the first hurdle, since the cost could be prohibitive. Although today, with the advent of digital, the supply has increased and the prices decreased, for a truly professional set, the spending leavens considerably. Still, they cost a lot the lenses, especially telephoto lenses, necessary, for example, in the sports photojournalism, in which the long focal lengths, from 400 mm up, are essential. In compensation, expenses related to the films have disappeared. A practical problem, seemingly trivial, but realistically very debilitating: great many people suffer of back pain, and among them there are all the photographers, who have to carry backpacks on their shoulders, laden with heavy equipment, moving from a motorcycle to a taxi, from a train to an airplane. Often becomes a recurring nightmare, before each trip. But, if you can buy your equipment, and you possess a good resistance to the physical and mental stress, then you can try. We see now some very important things: I've made some good pictures, and now by whom I go? Who will publish them? The distribution is a key aspect in the work of photojournalists. Unless you are already well-known and the publishers call you, for the commissioning of services around the world, you have to do everything at your expense. Planning a trip, make the photographs, assemble the service, and then propose it. There are two possibilities: either you do a tour of newsrooms, where you think that particular service can be published, or you will entrust your services to one of the many agencies of distribution of photographs, and it is hoped that they can sell it. At best they sell it, and to you, they pay only 60% of what the customer paid, which sometimes may even be less than what you spent. In Italy the market of the photojournalism is devalued. In my opinion, the flourishing of many photo agencies between the years '80 and '90, was one of the major causes of the crisis in this profession, which is very important in the journalism, with lower and lower prices, for the extreme competition between freelance photographers and agencies. One example: a local newspaper pays today the photographs, less than how paid them in 1989, when I started, while the price of petrol has doubled. Also exists the total lack of respect for the photographer by many newspapers, which make extensive use of photographs, without ever mentioning the author, and contrary to the laws on copyright. So, what future for this profession? Having said that, not encouraging, I must also say that this profession offers so many positive sides, or so it goes for me. First of all, what moves me still doing this job, is the pleasure of telling stories, to show something that has happened, to who was not present, and try to make him live, with few images, the emotions that I tried. In one word: to be witness. Bringing news, to people all over the world, who are comfortably sitting in an armchair, in reading newspapers and magazines, or visiting the websites. This is the genre that I love more, and I'm lucky to do, is the news, the immediate, that of the daily newspapers, or news agencies. What Every day changes, and takes me from sport to politics, from the Pope to the natural disasters. [...]

Cartoline dallo Zen 2 - Postcards from Zen 2 - di Andrea Cattano
Lo Zen di Palermo (acronimo di Zona Espansione Nord), è un quartiere fortemente problematico. Edificato intorno ai primi anni '70 nella periferia nord della città, su progetto dell’illustre architetto Vittorio Gregotti, è rimasto un’opera incompiuta. Fu preda di occupazione abusiva degli alloggi, e della mancata realizzazione di fondamentali opere di urbanizzazione primaria e secondaria, a causa di ritardi burocratici e disattenzione politica. In gran parte del quartiere mancano perfino le fognature. La mancanza di infrastrutture e di servizi, e la disoccupazione cronica, che in certi casi degenera in forme di piccola e grande criminalità, lo rendono un quartiere a rischio, marcato dalla paura e dal pregiudizio. Questa Recherche tenta un approccio diverso. Essa introduce elementi estranei alla realtà rappresentata, influenzandola. Tutto questo, nel tentativo di insinuare nell’idea mediatica di questo quartiere-ghetto, un messaggio più articolato e sottile. Lo spirito di questo lavoro è caratterizzato dalla volontà di raccontare l'individuo, evitandone l'accostamento al degrado. In certi casi, l'utilizzo artistico di maschere mi è stato di grande aiuto per varie finalità: tutela del soggetto, gioco e divertimento. Le stampe di alcune immagini sono state offerte ai soggetti ritratti, con l’accordo di allestire un’esposizione in loco. Così sono state prodotte e collocate lungo i muri perimetrali interni a ciascun padiglione, e posizionate volutamente ad un'altezza accessibile. Il fine era di comprendere quale fosse il rispetto attribuito all'iniziativa, in un luogo dove lo spazio comune è considerato terra di nessuno, e quindi soggetto a vandalismi di ogni genere. La durata dell'esposizione era stata concordata di una settimana, al termine della quale ognuno avrebbe preso possesso del proprio ritratto. L'evento si è concluso invece in poco meno di 24 ore, dopo una diatriba interna tra favorevoli e contrari, che è finita con un fuggi-fuggi generale, ciascuno con la propria stampa sotto braccio. Se non altro le foto sono piaciute. The Zen of Palermo (acronym for North Expansion Zone) is a highly problematic area. Built around the early 70s in the northern suburbs of the city, a project of the illustrious architect Vittorio Gregotti, remained an unfinished work. Was prey of illegal occupation of housing, and of failure to built the basic works of urbanization, because of bureaucratic delays, and of neglect of the public administration. In much of the neighborhood lacks even the sewer. The lack of infrastructure and services, and the chronic unemployment, which in some cases degenerate in small and large crime ways, make it a neighborhood at risk, marked by fear and prejudice. This Recherche try a different approach. It introduces elements foreign to reality, influencing it. All this in an attempt to insinuate, about this ghetto-neighborhood, a message more articulate and subtle. The spirit of this work is characterized by the desire to tell the individual, avoiding the juxtaposition to the degradation. In some cases, the artistic use of masks has been a great help for various purposes: protection of the subject, play and fun. The prints of some images, were offered to the people depicted, with the agreement to perform an exhibition on site. So, were produced and placed along the interior perimeter walls at each pavilion, and deliberately placed at an accessible height. The aim was to understand which was the respect given to this initiative, in a place where the common area is considered no man's land, and therefore subject to vandalism of all kinds. The duration of the exhibition was agreed a week, after which each one would take possession of his portrait. The event was instead concluded in less than 24 hours, after a domestic dispute between for and against, which ended with a general stampede, each with its own press under his arm. If nothing else, the photos liked them.

Il ladro del sole -The thief of the sun - di Matilde Incorpora Il ladro del sole e il maestro dell’arte di dipingere con la luce The thief of the sun and the master of the art of painting with light Francesco Lojacono (1838-1915), uno dei più celebri rappresentanti della pittura paesaggista ottocentesca, è stato definito dalla critica “il ladro del sole”, per la capacità di trasfondere nelle sue tele l’atmosfera magica dei paesaggi siciliani con un abile uso di chiaroscuri e giochi cromatici. Non sempre però i paesaggisti ritraevano direttamente la realtà, in alcune occasioni gli artisti si rivolgevano ai pochi illustri pionieri fotografi dell’epoca, per commissionare immagini da cui trarre ispirazione per le proprie opere. Il “proto-fotografo” Giuseppe Incorpora sr (1834-1914), che amava definire la fotografia “l’arte di dipingere con la luce”, riprese per conto di Lojacono, suo coevo e sodale, alcune vedute che rielaborate dal pittore, con sapienti tocchi di pennello, divennero opere pittoriche di irresistibile fascino. Tra esse, nel 1890, la veduta di Villa Tasca, trasposta nel 1895 da Lojacono in un dipinto a olio dal titolo Giardino di Villa Tasca. Francesco Lojacono (1838-1915), one of the most famous representatives of nineteenth-century landscape painting, has been described by critics as "the thief of the sun" for his ability to infuse in his paintings the magical atmosphere of the Sicilian countryside, with a deft use of chiaroscuro and chromatic plays. Not always, however, the landscape painters depicted the reality directly, on some occasions the artists turned to the few, distinguished, pioneering, photographers of the time, to have photographic images as inspiration for their works. The “proto-photographer” Giuseppe Incorpora Sr. (1834-1914), who liked to define photography as "the art of painting with light", taken on request of Lojacono, his contemporary and associates, some landscapes which reworked by the artist, with skilful touch of brush, became paintings of irresistible charm. Among them, in 1890, the view of Villa Tasca, transposed in 1895 by Lojacono in an oil painting titled Garden of Villa Tasca.

Portfolio di Gero Cani
Presentazione dell’autore del portfolio - di Luciano Vicari
Gero Cani, nativo di Canicattì, è un medico di 35 anni che svolge la sua professione e vive nella bellissima Cefalù. La sua passione per la fotografia nasce durante il periodo universitario, stimolato dalla variopinta Palermo, dapprima con una compatta, dopo con la prima reflex Zenit, acquistata al mercatino di Ballarò, costata poco e durata ancor meno. In occasione della laurea riceve in regalo una vera reflex analogica, e da allora l’interesse verso il mondo delle immagini si è fatto sempre più vivo, toccando anche la grafica e il video. Lui stesso, ci descrive in breve il suo percorso fotografico e l’ispirazione del suo lavoro che qui presentiamo. Gero Cani, native of Canicattì, is a doctor 35 years old, who carries on his profession and lives in the beautiful Cefalù. His passion for the photography was born during his university years, spurred by the colorful Palermo. At first with a Zenit SLR camera, purchased used, in the marketplace of Ballarò, low cost and durability as well. At his graduation event, he received a present of a true analogic SLR camera, and since then his interest in the world of images has become increasingly lively, touching too the graphics and the video. Briefly he describes us, his approach to photography, and the inspiration of the work presented. “Sin da subito mi sono avvicinato alla street photography che resterà uno dei miei temi ricorrenti, passando dai ritratti ai paesaggi urbani, dal close-up al light-painting, fino alla sperimentazione della fotografia astratta e concettuale. È proprio in quest’ultimo filone che s’inserisce il progetto “IO”, nato dall’invito a partecipare ad una collettiva d’arte dal titolo per l’appunto “IO”. L’idea è stata quella di tirare fuori dai cassetti, dagli album di famiglia e da vecchie cornici sparse per casa, le foto che mi ritraevano bambino. Lì ho cominciato a cercare il mio io, quell’io puro che appartiene all’intimo di ciascuno di noi. Foto di foto. Attraverso la realizzazione di nuove immagini, ho cercato un io in cui ciascuno degli osservatori potesse riconoscersi. Durante questa ricerca mi sono fatto guidare dalla musica di Cecilia Chailly, e in particolare dal suo album “Alone”, in cui la compositrice e suonatrice d’arpa, riprende delle vecchie registrazioni audio di lei bambina e le inserisce magistralmente tra le sue composizioni. From the beginning I approached the street photography, which will remain one of my recurring themes among others, from the portrait to the cityscape, from the close-up to the light-painting, until the abstract and conceptual photography. It is of the latter, which is part the project "IO", born from the invitation to participate in a collective art exhibition, entitled precisely "IO". The idea was to pull out from the drawers, from family albums and old picture frames scattered throughout the house, the photos that portrait me when child. There I started to look for my ego, the pure self which belongs to the intimate of each of us. Photos of photos. Through the creation of new images, I've searched a self, in which each of the observers, could identify him self. During this research, I was accompanied by the music of Cecilia Chailly, and in particular his album "Alone", in which the composer and harpist, resumed the old audio recordings of her childhood, and masterfully she installs them in his compositions.” Gero Cani
Presentazione dell’opera - di Flavio Vicari
Dopo l’apprezzata partecipazione al Pot Creativo del numero 02 di maggio, con una sua opera in bianco e nero, Gero ci fa vedere questa volta il suo singolare punto di vista a colori. Dieci immagini dall’indole introspettiva e onirica, che ci colpiscono subito per la vivida cromia dalle molteplici tonalità e dominanti, ma anche per i tagli tesi e le composizioni informi. Un’esperienza narrativa personale, che si distende tra gli orizzonti della memoria, e ci rende partecipi dell’intimità dell’autore. Così il portfolio di Gero ha ragion d’essere, se la vita è l’evoluzione del proprio io, per questa capacità di rievocare, età e dimensioni che abbiamo vissuto, e che le contingenze del continuo presente tendono a farci perdere o dimenticare. After a welcome contribution to the Creative Pot number 02 of May, with one of his works in black and white, this time Gero shows us his original point of view in colors. Ten images of introspective and dreamy nature, that strike us at once, for the vivid colors with multiple shades and dominants, but also for the cuts and the compositions. A personal narrative experience, which stretches between the horizons of memory, and it makes us shared of the intimacy of his author. Thus, the portfolio of Gero is right to be, because life is the evolution of the self. For his ability to recall ages and sizes that we have lived, and that the contingencies of the continuous present, tend to make us lose or forget. Lettura Portfolio, a cura di Giancarlo Marcocchi Quando ho esaminato i vari portfolio proposti questo mese, dovendone selezionare uno, confesso che, a prima vista, questo di Gero l’avevo sottovalutato. L'insieme di colori, a volte stridenti, altre volte monocromatici, hanno urtato la sensibilità dei miei occhi. Così il suo lavoro l'ho tenuto inizialmente per ultimo. E’ un mio limite, non amo i colori “sparati”. Quando però ho cominciato ad entrare in simbiosi con le immagini che stavo osservando, non nascondo che gli scatti di Gero mi hanno suscitato un brivido che mi ha scosso da dentro, che mi ha ricordato le scene surreali e oniriche di certi film. Ho colto nelle sue immagini ciò che l'umanità avrebbe voglia di sperimentare: ritornare fisicamente all'infanzia, e non necessariamente con immagini di bei ricordi. Si legge la forza, la volontà inverosimile di estrapolare, da vecchie fotografie ingiallite dal tempo, l'essenza umana, l'io bambino che ci corre incontro. Alcune immagini, grazie appunto ai colori forti, sembrano chiedere aiuto, come se volessero essere vive, non più intrappolate nel supporto cartaceo. Non sto a spiegare la tecnica usata, fin troppo palese. Voglio invece sottolineare che, solo quando la creatività esce allo scoperto, come in questo caso, si riesce ad esprimere l'Arte che si nasconde in ognuno di noi. Non amo fare classifiche, risulterebbero sterili e antipatiche, ma posso affermare che questo portfolio, se visto e “riletto” con attenzione, saprà perlomeno farci pervadere dalla nostalgia. When I examined the various portfolios proposed this month, having to choose one, I confess that, at first glance, I had underestimated this of Gero. Sometimes strident, sometimes monochromatic, the set of colors has bumped the sensitivity of my eyes. So, initially, I put his job as last. It is my limit, I don’t like the “fired” colors. But when I started to come into harmony with the images that I was observing, I can not deny that the shooting of Gero have caused me a shiver, which shook me from inside, it reminded me of the surreal and dreamlike scenes of some movies. In his images I felt what the humanity would want experiment: the physical return to childhood, and not necessarily with images of beautiful memories. You feel the strength, the willingness to extrapolate from old photographs, yellowed by the time, the human essence, the ego child who runs to meet us. Thanks to strong colors, some images seem to ask for help, as if they would whant be alive, no longer trapped in the paper. I will not explain the used technique, quite evident. Instead, I want reiterate that only when the creativity comes out, as in this case, it is possible to express the art, which is hidden in everyone. I don't like the rankings, they would be barren and unpleasant, but I can say that this portfolio, if seen and reread carefully, at least it will make us imbue of nostalgia.

In arte … Loredana Spata - di Serena Lao
In una Palermo frettolosa e distratta, dove il valore della cultura deve purtroppo confrontarsi con quello del potere e del qualunquismo, esistono personalità artistiche che hanno speso la loro esistenza per un ideale chiamato Arte. Tra queste Loredana Spata, grande voce jazz e direttrice della scuola Musica Insieme di Palermo. Professionale e competente, insegna quello che lei ha acquisito in tanti anni di studio. La sua specializzazione in didattica vocale le permette di condurre gli allievi verso mete sonore per loro inesplorate. Enfant prodige, all’età di 7 anni si esibiva in pubblico quasi da professionista. Trascorsi dieci anni, tra studio di tecnica vocale e di pianoforte, all’età di 17 anni venne presentata al grande maestro Enzo Randisi. Quell’incontro le cambiò la vita: vennero i concerti, le tournée, i viaggi. Poi ci fu la svolta verso nuovi orizzonti, nacquero importanti collaborazioni con musicisti di fama nazionale. L’attendeva una brillante carriera, ricca di successi e soddisfazioni. Ma a quel punto cominciò a porsi delle domande: lei aveva un figlio ed un compagno, poteva abbandonare loro, per seguire i suoi sogni di artista? Da qui la decisione, maturata con grande travaglio interiore, quella di abbandonare la carriera di cantante, definitivamente e senza ripensamenti. Da allora si occupa di didattica vocale, nella scuola di jazz che ha fondato insieme al suo compagno d’arte e di vita, il geniale ed estroso batterista Mimmo Cafiero. Ha creduto in determinati valori e ha fatto le sue scelte. La sua continuità musicale è rappresentata dagli allievi a cui dedica energie ed esperienza. Dalla sua direzione sono nati talenti destinati a una sicura affermazione. Alcuni di loro, come Giorgia Meli, Florinda Piticchio, Alice Sparti, sono ormai certezze nel panorama jazzistico nazionale e non solo. In a hurried and distracted Palermo, where the value of the culture must unfortunately be compared to that of power and indifference, there are artistic personalities who have spent their lives for an ideal called Art. Among these Loredana Spata, a great jazz voice, and director of the school "Musica Insieme " in Palermo. Professional and competent, she teaches what she has acquired during many years of study. His specialization in voice teaching, allows her to lead students, toward sound experiences for them unexplored. Prodigy child, at the age of 7 years, she was performing in public, almost as a professional. After ten years, including the study of vocal technique and piano, at the age of 17 years, she was introduced at the great maestro Enzo Randisi. This was a meeting that changed his life: they started first concerts, tours and travels. Then there was a turning point toward new horizons: important collaborations with musicians of national reputation. A brilliant career, full of successes and satisfactions, awaited her. But at this point, she began to think of some questions: She had a son and a life partner. Could she leave them, to follow his dreams of an artist? Hence the decision, gained with great inner struggle, to abandon his career as a singer, without second thoughts. Since then, she teaches vocal technique, in the school of jazz, which she founded with her partner in art and life, the ingenious and imaginative drummer Mimmo Cafiero. She believed in certain values, and has made his choices. His musical continuity is represented by the students, to which devotes his energy and experience. From his direction were born talent, destined to success. Some, like Giorgia Meli, Florinda Piticchio, Alice Sparti, are now certainties in the national jazz scene, and beyond.

Vintage … operazione nostalgia - di Ninni Arcuri
Vintage, come testimonia il dizionario, indica il prodotto enologico di una vigna, la vendemmia dell’anno, e per estensione il prodotto d’epoca, o un oggetto prodotto almeno vent'anni prima. Il Vintage però è strettamente connesso ad un altro fenomeno, spesso citato in senso improprio: la nostalgia. C’è tanta voglia di nostalgia! La moda ruba a piene mani dagli stili del passato. Si rivivono gli anni ’70, la contestazione, Woodstock, esplode lo stile Hippy: abiti ampi e stampe a go-go, zatteroni, zeppe e cappellacci, quel look per “spiriti liberi” che seduce anche gli stilisti. Il fenomeno Vintage cresce e si evolve. La caccia all’abito o all’oggetto del passato si fa sempre più aperta e sofisticata. E anche nel cinema, ecco il remake … sarà mancanza di fantasia o irresistibile fascino del passato? Vecchi telefilm e serial di successo tornano sul piccolo schermo e fanno contenti tutti, chi li ha già visti e i nuovi fans. E anche nel design a volte tornano: Il frigo bombato e decisamente retrò, che nasconde un alto contenuto tecnologico. Il classico lampadario a bracci si trasforma in un nuovo oggetto di design, e l’evergeen Algol mantiene invariate le forme e i colori originali progettati da Marco Zanuso e Richard Sapper a metà degli anni ’60, aggiornato con componenti digitali di ultima generazione. Il “cagnolino-televisore”, per definirlo come amavano farlo i due designer, fa parte della collezione permanente del museo Moma di New York. E che dire di molti ragazzi d’oggi … i loro idoli sono gli stessi dei loro genitori, ascoltano Hendrix, i Beatles e i Rolling Stones, vestono hippy, e vanno pazzi per James Dean e Marilyn Monroe. La recente mostra “Vintage anni 70” che ho ideato e curato, allestita a Palazzo Sant’Elia a Palermo in occasione dell’evento “Provincia in festa”, è stata un grande successo. Perché? Mi sono accorto, proprio in occasione della mostra, che la gente ha voglia di ricordare, di ritornare al passato. Magari lo spunto è un piccolo oggetto dimenticato, ma che appena rivisto ritorna alla memoria, la memoria bambina. Tanti giovani ragazzi hanno scritto il loro pensiero sul libro delle firme, e in tanti si sono rammaricati di non essere nati in quegli anni, gli “anni di piombo”, sì, pieni di sofferenza, ma tanto ricchi di creatività. Vintage … oggi tutto è Vintage: il bar, la maglia, il mobile … che magari di Vintage non hanno niente! Mi sa che saremo presto costretti, dall’abuso e dal cattivo uso che si è fatto di questo termine, ad usare un’altra parola. Vintage, as evidenced by the dictionary, means the product of a vineyard, the vintage of the year, and by extension: the product of age, or the object produced at least twenty years before. Vintage, however, is closely related to another phenomenon, often cited in improper way: the nostalgia. There is so much desire for nostalgia! The fashion, by stealing with both hands in the styles of the past, we relive the '70s, the challenge, Woodstock, the Hippie style explosion: loose clothing and colorful prints, platform shoes, wedges. That look of "free spirits" that seduces even the designers. The Vintage phenomenon grows and evolves. The hunting to the dress or the object of the past, is increasingly open and sophisticated. Even in the cinema ... will be a lack of imagination, or irresistible charm of the past? Old films, and serial of success, they return to the small screen and make happy everyone, both who has already seen them, and the new generations. Even in the design, sometimes they come back: The curved refrigerator very retro, which hides a high technological content. The classic chandelier is transformed into a new design object, and the evergreen Algol retains the shapes and colors designed by Richard Sapper and Marco Zanuso in the mid-60s, upgraded with the latest digital components. The "dog-TV", to define it like they loved the two designers, is part of the permanent collection of the Moma Museum, in New York. And what about many kids of today ... their idols are those of their parents, they listen Hendrix, the Beatles and the Rolling Stones, they are dressed hippies, and they go crazy for James Dean and Marilyn Monroe. The recent exhibition "Vintage 70's", which I designed and edited, staged at Palazzo Sant 'Elia, in Palermo, on the occasion of the event "Province in celebration", was a great success. Why? I realized, just during the exhibition, that people want to remember, to return to the past. Maybe an opportunity is a small forgotten object, but that, just reviewed, it returns to the childlike memory. Many young boys have written their thoughts on the book of signatures, and many regretted of not being born in those years, the years "of lead" (in Italy), yes, full of suffering, but so full of creativity. Vintage, ... today everything is Vintage: the bar, the shirt, the furniture, ... that maybe they have nothing of Vintage! I believe that we will soon be forced, front the abuse that has been made of this word, of to use another one.

La caduta del muro - The fall of the wall - di Giorgio Menallo
Ventennale della caduta del muro - Mostra fotografica personale di Angelo Pitrone
Nell’immaginario collettivo, i tedeschi sono alteri bevitori di birra con un vergognoso passato nazionalistico: definizione offensiva ed ignorante, dimentica dei grandi contributi filosofici, letterari e musicali di matrice germanica. Con 192 sedi in tutto globo, 7 in Italia di cui una a Palermo, il Goethe-Institut ha conseguito risultati culturali qualitativamente rilevanti, soprattutto in un 2009 denso di ricorrenze: 90 anni dalla nascita della Repubblica di Weimar (la prima democrazia tedesca), 60 dalla fondazione della Repubblica Federale, e il ventennale della caduta del Muro di Berlino. A quest’ultimo avvenimento, fondamentale della contemporaneità, che ha ridefinito l’Europa e gli equilibri mondiali, il Goethe-Institut ha giustamente dedicato un anno di manifestazioni, spaziando dal cinema alla fotografia. Recentemente si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica “Berlino oltre il Muro - 1994, un repertorio fotografico ”, 50 scatti del siciliano Angelo Pitrone per descrivere lo scenario inconsueto della città riunificata, la transizione fra gli edifici sventrati ed i cantieri della ricostruzione, fra una bicromia a tratti nostalgica ed un contingente colorato. La mostra, con ingresso gratuito, è ospitata nei locali (forse un po’ angusti) del Goethe-Institut di via Paolo Gili, 4 (Cantieri culturali della Zisa), e resterà aperta fino al 26 novembre. E’ disponibile in catalogo, con le considerazioni del critico Aldo Gerbino, nostro ospite in questa rubrica, e del professor Renato Tomasino, edito dalla Plumelia Edizioni. All’Atelier Nuovo Montevergini è possibile visitare fino al 19 dicembre la prosecuzione ideale della personale di Pitrone: “Ortszeit – Ora locale” di Stefan Koppelkamm, che documenta in 36 opere in bianco e nero le trasformazioni avvenute dopo la caduta del muro, confrontando il medesimo soggetto in scatti degli anni ‘90 e di dieci anni dopo. A noi resta solo l’arduo compito di interrogarci sul significato sociale e culturale di questo capitolo della storia contemporanea. In the collective imagination, the Germans are beer drinkers, with a shameful nationalistic past: definition offensive and ignorant, oblivious to the great contributions of philosophy, literature and music, of German matrix. With 192 locations around the globe, of which 7 in Italy and one in Palermo, the Goethe-Institut has obtained a cultural results, qualitatively important, especially in 2009, full of celebrations: 90 years since the birth of the Weimar Republic (the first German democracy), 60 from the founding of the Federal Republic, and the twentieth anniversary of the fall of the Berlin Wall. In that last, important event of contemporaneity, which redefined Europe and the world balance, the Goethe-Institut has rightly devoted a year of events, ranging from film to photography. It was recently inaugurated the photographic exhibition "Berlin over the wall - 1994, a photographic repertoire". 50 shots of the Sicilian Angelo Pitrone to describe the unusual scenario of the reunified city, the transition between the gutted buildings and sites of reconstruction, between a bitonality at times nostalgic, and a contingent colored. The exhibition, with free entry, is housed in the premises (perhaps a bit 'cramped) of the Goethe-Institute in Via Paolo Gili, 4 (Cantieri Culturali della Zisa), and will remain open until 26 November. It is available in a catalog, with the considerations of the critic Aldo Gerbino, our guest in this section, and Professor Renato Tomasino, published by Plumelia Editions. At the Atelier Nuovo Montevergini, you can visit up to 19 December, an ideal extension of the exhibition of Pitrone "Ortszeit - time" by Stefan Koppelkamm, which documents in 36 works in black and white, the transformations that took place after the fall of the wall, comparing the same subject, in shootings of the years '90, and of ten years later. To us, it remains only the arduous task of meditate, about the social and cultural meaning of this chapter of contemporary history.

Ospite Aldo Gerbino, critico d’arte
“Nel ritardo cocente del Muro, quei lastroni a L ritratti da Angelo Pitrone, si dispongono quale esercito in disarmo, irridenti nel loro impatto vivificato dai graffiti, o nella anastilosi corporea riprodotta sulla superficie, mentre il fuoco dell’oppressione sembra concentrarsi e diluirsi sull’ombrello giallo-nero di un passante. Si assiste, nel percorso iconico di Pitrone, ad un rallentamento (raffreddamento emotivo) della tensione espressiva grazie a certe tracce ingentilite: ora dal verde d’una piantina ora da una decorazione ad una finestra, mentre nel cavo ventre di un sottopassaggio si espande il giallo del manifesto “Zu diesem Bier”, ad illuminare i pilastri ferrei, la superficie ibrida dell’asfalto su cui viaggiano i decori tardo-liberty di usurati pannelli, restituendo in tal modo tensione all’immagine, propulsione al contatto non contemplativo con la realtà. Comunque, in questa catenaria d’immagini, i viaggiatori della città appaiono sovrastati da un velo di rarefazione, incanalati in griglie, in una sorta di accelerazione, o in una staticità dinamica atta a spingerli verso un’impeccabile surmodernité: finestre, vetri modulari, finestrini di treni, autobus, scie metalliche metropolitane, ampie vetrate listate di nero su cui occhieggia una marcatura rossa di spray, una lettera, ora un accenno corporale, un crittogramma, dendritiche arborescenze biancastre di una stazione. Servono tutti da cornice, evidenziano un’espressione, un gesto, un tratto somatico. A volte, di colpo, nel reticolo delle costruzioni, affiora l’emblema della Falce e Martello dal fondo rosso di un drappo, oppure, tra le orme divaricate del terreno lungo i cantieri edili. I percorsi che circoscrivono il loro spazio perimetrale appaiono dipinti da picassiane mandibole di equino, da una bozzettistica ipercromatica a sottolineare il noto ‘Checkpoint Charlie’ ad angolo tra la Zimmerstrasse e la Friedrichstrasse. Infine, dalla dicotomia della Zimmerstrasse con la Friedrichstrasse, si erge un quadrato giallastro che recita “Solidarnoš”, mentre affiora, in altro scorcio, un vecchio palazzo decorticato che appartenne alla sfera della DDR, quasi a mostrare oggi l’intimo e più vero volto, la sua natura erosa, corporea, innervata da filamenti spezzati, nastri tendinei, affiancati dall’occhio spento d’un vecchio e dimenticato lampione di ghisa. Dopo la grazia di Pergamon, ecco emergere il Friseur, Kronenstrasse 3. Allora, nella Germania Est, la contiguità tra il night Friseur, l’ Elektro bar, e il WMF-Club, permetteva l’incrocio per rinnovate utopie, da cui presero corpo progetti come “Dromomania” (1990), “Richtig 92”, “IG Farben Performance einer Aktie” (1993), “Botschaft Praxis” (1994), “Berlin/NY/Beirut” (1995-96). Dal coagulo di idee affiorano, quale disfatto velame, gli affreschi sbiaditi del realismo sociale: operai sorridenti, bandiere rosse, affannate fisarmoniche e corde di chitarre, fanciulle dalla montura sobria e castigata, funzionari nell’opulenza meccanica di trattori. In the dramatic delay of the Wall, those slabs at L, portrayed by Angelo Pitrone, they seem like an army in disarray, mocking in their impact, enlivened by the graffiti reproduced on the surface, while the fire of the oppression seems concentrated and diluted, on the yellow and black umbrella of a passer-by. We are witnessing, in the iconic path of Pitrone, to a slowdown (emotional cooling) of expressive tension, due to certain tracks, softened now by the green of a plant, now by a decoration on a window, while in the hollow belly of a underpass, expands the yellow poster "Zu diesem Bier" to illuminate the metal pillars, and the hybrid surface of the asphalt, on which they travel decorations late-liberty of weared panels, thereby restoring power to the images, and to the contact with reality. However, in this sequence of images, the travelers in the city are dominated by a veil of rarefaction, are channeled into some acceleration, or in a dynamic stasis, which would push them into an impeccable supermodernity: Modular glazing, windows of trains , buses, metal subways trails , large windows bordered by black, on which shines a red marking of spray, now a letter, now a corporal mention, a cryptogram. All serve as a frame, to show an expression, a gesture, a features. Sometimes, suddenly, from the grid of constructions, it emerges the emblem of the “sickle and hammer”, from the bottom of a red cloth. The paths, that circumscribe their outer space, appear painted by Picasso works, by hyperchromatic sketches, to emphasize the famous Checkpoint Charlie, corner of Zimmerstrasse and Friedrichstrasse. Finally, on the dichotomy Zimmerstrasse Friedrichstrasse, stands a yellow square panel, which reads "Solidarnoš". In another glimpse, an old flayed palace, which belonged to the GDR, it shows today its most intimate and real face, his nature eroded, innervated by broken filaments, accompanied by an old and forgotten iron lamp post. After the grace of Pergamon, here's Friseur, Kronenstrasse 3. At that time, in East Germany, the contiguity between the Friseur nightclub, the Elektro bar, and the WMF-Club, allowed the crossing to renew utopias, from which took shape some projects, such as "Dromomania" (1990), "Richtig 92 ", " IG Farben einer Aktie Performance "(1993), " Botschaft Praxis "(1994), " Berlin / New York / Beirut "(1995-96). From the clot of ideas, they emerge faded frescoes of social realism: smiling workers, red flags, accordions and guitar strings, sober and chaste girls, officers with mechanical opulence of tractors.”. Appendice di Luciano Vicari – Goethe a Palermo

Nel 1787 il grande scrittore tedesco Wolfgang Goethe sbarca a Palermo. Egli trova Palermo una città sporca, abitata da una popolazione rassegnata all’idea che nulla potrà cambiare. Ma scopre e decanta la forza della Sicilia, nelle sue radici che affondano in una tradizione di civiltà ininterrotta da 2.500 anni, dove la natura e le opere degli uomini realizzano una simbiosi unica al mondo. Ma questo è soltanto uno, dei due volti dell’Isola: Il culto della Bellezza e della Bontà, che per i Greci non stavano mai l’una senza l’altra. Dopo aver visitato Villa Giulia, guardando il mare, che a quel tempo entrava in un golfo più ampio dell’attuale Cala, e sentendone inebriante l’odore, immagina di essere nella mitica isola dei feaci cantata da Omero, nel giardino del re Alcínoo e della figlia Nausicàa. Possiamo osservare che dai tempi di Goethe ad oggi, infondo, non è cambiata molto la città di Palermo, nel bene e male. In 1787 the great German writer Wolfgang Goethe arrives in Palermo. He describes Palermo like a dirty city, inhabited by a population resigned to the idea that nothing will change. But he discovers and praises the strength of Sicily, in its roots, which lie in a tradition uninterrupted, for 2500 years of civilization, where the nature and the works of men, created a symbiosis unique in the world. But this is only one, of the two faces of the island: The cult of beauty and goodness, which, for the Greeks, were never one without the other. After visiting Villa Giulia, watching the sea, which, at that time, entered in a gulf wider of the current "Cala", and hearing his scent, he imagines himself in the mythical Phaeacia, sung by the poet Homer, in the garden of King Alcinous and his daughter Nausicaa. We can observe that since the time of Goethe to the present, not much has changed in the city of Palermo, both in the good or evil.

Illustrazione di Roberto Castagna Titolo: Attenti a quei due ! REPARTO CHIRURGIA POLITICA - SALA D’ATTESA Personaggi: Michele Santoro, il presentatore di AnnoZero, seduto in sala d’attesa. Beppe Grillo, esce da una porta con su scritto: SALA OPERATORIA, con la bocca vistosamente cucita. Dalla sala operatoria esce una voce: Avanti l’altro! Freedom of speech in Italy: Communicators Beppe Grillo and Michele Santoro, talk too much.

Lapide
“Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro essere particolare nessuno può imitarlo, perché gli altri non l’hanno vissuto” “As long as we remain generic anyone can imitate, while our particular being nobody can imitate, because others have not lived it” Wolfgang Goethe (1749 - 1832) - Scrittore poeta e drammaturgo tedesco German writer, poet and playwright Johann Wolfgang von Goethe, ritratto dal Tischbein nella campagna romana durante il suo viaggio in Italia nel 1786 Johann Wolfgang von Goethe, picture by Tischbein, in the Roman countryside during his trip in Italy in 1786
Chiusura del direttore Flavio Vicari
Come avete notato, questo mese abbiamo ritardato di 10 giorni, ma altrettanto avete notato il motivo: finalmente la versione stampata. E poi l’1 dicembre al Kursal Kalhesa ci sarà l’evento di presentazione. Un periodo pieno di appuntamenti, per una redazione che cresce, che vede crescere il consenso dei lettori e la diffusione della rivista, che è ormai una realtà consolidata, grazie al gradimento del pubblico, e alla partecipazione attiva di lettori fotografi di tutto il mondo. Continuiamo a ruotare insieme attorno al pianeta della fotografia. As you have seen, this month we delay for 10 days, but just as you saw why: at last the printed version. The 1st December to Kursal Kalhesa there will be the presentation event. A period full of appointments, for an editorial staff that grows, as the consensus of the readers grows, and the spread of the magazine, which is already well-established, thanks to the liking of the public, and active participation of readers photographers around the world. We continue to rotate together around the world of photography

ANNUNCI ----------------------------------------------------------------------------

PRIMA BIENNALE D'ARTE FOTOGRAFICA di VASTO - DICEMBRE 2009 UNA POSSIBILITA’ PER TUTTI GLI APPASSIONATI DI FOTOGRAFIA FIRST BIENNIAL OF PHOTOGRAPHiC ART of VASTO - December 2009 AN OPPORTUNITY FOR ALL LOVERS OF PHOTOGRAPHY per informazioni: WWW.biennalearte.it Ass. cult. CENTRO PER LA DIFFUSIONE DELLE ARTI - Vasto (Chieti)

Concorso Città - In occasione della nuova veste grafica del sito, www.fotocontest.it propone un concorso fotografico con tanti premi in palio. La città … nel traffico delle auto, nei palazzi, nelle strade, nelle persone che la abitano e la vivono, nelle sue bellezze artistiche. Invia la tua foto e potrai vincere: City - To mark the the new design of the site, www.fotocontest.it offers a photo contest with many prizes. The city ... in traffic cars, buildings, streets, in people who inhabit it and live it, in its artistic beauty. Send your pictures and you could win: 1° : Fotocamera FinePix S1500 2° : Stampante Canon Selphy Cp760 3° : Cornice digitale Sony da 7" Partecipazione aperta fino al 5 dicembre Link al concorso: http://www.fotocontest.it/contest.php?id=92
GIUSTO BONANNO "CROMOSOMATICHE" A cura di Sergio Troisi CONVENTO DEL CARMINE - MARSALA (TP) Aperta fino all’ 8 DICEMBRE 2009 Tutti i giorni, incluse le domeniche ORE 10/13 - 17/19 - (CHIUSO LUNEDÌ ) Giusto Bonanno è nato a Santa Cristina Gela (Palermo). Formatosi alla Facoltà di Architettura di Venezia, dal 1975 esercita a Palermo la professione di architetto. Ha redatto numerosi progetti di design, legando alle valenze formali esigenze d’uso e design d’avanguardia. Alcuni dei suoi oggetti sono stati pubblicati su riviste di settore (Modo, Casaviva, Artigianato, AD, Casa Idea, etc.).
Seconda edizione della rassegna “Cosmo Flesh” In collaborazione con l’Università di Palermo Avrà inizio sabato 21 novembre ore 20.00, nei locali di Skip la Comune, via Sampolo, 135 Apre la rassegna la mostra di Giusto Lo Bocchiaro e Daniele Messineo, dal titolo “Esperimento d’arte sequenziale”, una storia a fumetti dipinta a mano su 160 mq di tela, in 4 mesi di lavoro. La mostra si concluderà il 31 dicembre Second edition of the festival "Cosmo Flesh" - In collaboration with the University of Palermo Will begin Saturday, November 21 at 20.00, in the premises of Skip la Comune, via Sampolo, 135 The exhibition of Giusto Lo Bocchiaro e Daniele Messineo, titled "Experiment of sequential art ", opens the festival: a comic strip story, hand-painted on 160 square meters of canvas, in 4 months of work. The exhibition will close on 31 December INFO: 320/8983722 Marta Sacco - 327/2853337 Antonio Valguarnera



Autori pubblicati

Toni Gentile, Aldo gerbino, Ninni Arcuri, Davide Currao, Andrea Cattano, Luca Pinello, Andrea Kaiser, Mypixbox, Mario D'alessandro, Vincenzo Pioggia, Emanuela De Luca, Danilo Azzariti, Viola Tofani, Salvo Alibrio, Angelo Trapani, Paolo Pinzuti, Giuseppe Cacciatore, Eudalo Catells, Massimo Palmigiano, Vincenzo Romano, Zaira La Ragione, Francesco Mistretta, Fabio Itri, Katia Breda, Marco Basciano, Stefania Sales, Gero Cani, Enrico Sforza, Roberto Tibuzzi, Jarred Elrod Thibuat Puls, Marco Moscato, Ivan Constantin, Loredana Spata, Angelo Pitrone, Zri Zrat

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