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potpourri mensile creativo - rivista di fotografia arte e cultura - n°00 febbraio marzo 2009 Flavio Vicari, Max Aquila, Salvo Veneziano, Giuseppe Sinatra, Luciano Vicari, Roberta Puglisi, Fabio Savagnone, Last Know Identity, Prendimi se ci riesci, Liliac Sky, Salvaggio Roberto, Il foto-grafico, viappe, d@niel&, strombolicchia, felisb, Camilla Belmonte, Emanuela Cangemi, Laura Renna, Alessandro Albanese, Francesco Catalano, Giupap, zecaruso, ver@violet, Martina Bruno, Clelia Giacalone, Luca Savettiere, Fabio Ricotta, Rocky Basile, Viviana Isca. links: printandgo.it, balarm.it, wfive,it, imagobiblioteca.it, inpuntadipiedi.com, fascioemartello.it, accademiaclaraschumann.it. Presentazione di Flavio Vicari. È una rivista mensile, concepita per fare ruotare il suo asse attorno al pianeta della fotografia e alle sue molteplici influenze, ed essenzialmente con il contributo del pubblico. Uno strumento culturale ricreativo e di esercizio, nato per indagare divulgare ed esprimere la fotografia in modo eterogeneo, e per stimolare uno studio in diverse aree progettuali e dedicate. Ricerche d'autore, sperimentazioni linguistiche e progetti presentati dal pubblico, per mezzo di gallerie e reportage, e rubriche di approfondimento prodotte dalla redazione. La qualità del contenuto e gli aspetti tecnici ed espressivi di Potpourri sono curati da uno staff di redazione autorevole ed esperto, che ringraziamo per la preziosa collaborazione. Un progetto culturale creativo aperto a chiunque ama la fotografia il territorio e la società, e l'inevitabile relazione di scambio e di riflessione. Presentazione di Fabio Savagnone. Quando mi è stato chiesto, con entusiasmo ed estrema gentilezza, dal capo redazione Flavio Vicari, di scrivere una presentazione alla rivista, ... non sono stato subito entusiasta, forse perché, abituato a navigare su internet e a disturbare sempre il mio paziente edicolante per spulciare le riviste fotografiche, mi è facile vedere quanto il mondo della fotografia sia cambiato probabilmente in peggio, o forse in un modo a me non consono, con l'avvento del digitale. Tante riviste, tante, spesso con nomi quasi uguali, stracolme di pubblicità, ma soprattutto con pochi contenuti e poche idee innovative ... L’ennesima nuova rivista? Ho cominciato così a dare un occhiata cercando cosa vi fosse di diverso. A parte una redazione composta da persone serie e preparate, la rivista si sfoglia con piacere per la veste grafica giovane e quindi fresca, ma anche molto curata, che dà immediatamente la sensazione del nulla fuori posto o a caso. I testi sono interessanti e scritti con estrema attenzione e competenza. Ma soprattutto una rivista, punto per me importante, non totalmente dedicata al mondo del digitale, come il contributo di Salvo Veneziano, e critica come quello di Max Aquila. Questo per un professionista non è nulla di nuovo, e cerco ancora di trovare quel vero quid che dà una marcia in più, quando guardando e riguardando, lo trovo ! ... È scritto all'inizio: ”In collaborazione con voi” ... Ecco il quid, non è assolutamente una rivista fredda che, per grazia ricevuta, come fanno altre, dedica una o due piccole rubriche ai lettori ... ma è fatta in enorme parte dai lettori. L'idea dei Pot è il codice comunicativo che crea il dialogo, il flusso celebrale tra il lettore e la rivista, che ha il suo apice nel così detto Pot Shot, questa trovata splendida e geniale di dare ai lettori una macchina fotografica usa e getta, per poi vedere i risultati pubblicati nella rivista. E allora? Allora bravi, una grande rivista non è fatta solo da chi scrive, ma anche e soprattutto dai lettori, che devono essere in grado e condizione d'interloquire con la stessa. Con potpourri si dialoga e come ! editoriale di Giuseppe Sinatra. L'occhio dell'anima. La corporeità di un'immagine impressa sopra un supporto fisico, tattile, visibile, pigmentato, oleoso, argenteo, chimico, ottico, proviene dal dominio del nostro cervello, che a partire dagli occhi interpreta quello che la luce scopre. Luce naturale o luce artificiale scopre, o meglio fa scoprire, quello che ci sta attorno, e a cui solo dopo possiamo dare un nome e una storia, e che possiamo rappresentare nella memoria del sogno e del ricordo, nella nostra mente ed anche in altri materiali più corporei e tattili. Ma rappresentare è anche re-inventare, re-interpretare, come il cervello interpreta le lunghezze d'onda della luce filtrata dalla pupilla, e re-interpreta quella luce in sua assenza, nel ricordo e nel sogno. La storia dell'arte ha avuto bisogno della luce, tutti gli oggetti artistici per esistere ed essere esposti hanno bisogno della luce. L'esposizione alla luce è alla base del concetto stesso di fotografia. Per fotografare si deve esporre, per realizzare un'immagine fotografica ci si deve rendere permeabili alla visione del reale, ci si deve esporre, prima come osservatori e poi come interpreti e comunicatori. La fotografia mantiene aperti istanti che il divenire del tempo richiude subito. Ma tutto ciò che si rende visibile e manifesto diventa fuori dal tempo, e la visione contiene tutto ciò come finestra dell'anima. L'occhio compie il prodigio di rappresentare all'anima ciò che non è anima, ma che è corpo o materia fisica, attraverso la luce. Articolo di Max Aquila. Sconsigli per gli acquisti. Accessori per la pulizia e detergenti per sensori? No, grazie. Che ne dite degli “accessori per la pulizia” che a buon diritto ritengo essere il miglior mezzo per danneggiare irreparabilmente (o poco ci manca) vetri e sensori delle nostre attrezzature … ? Cartine speciali, liquidi eterei, pompette e pennelli, spatole dal differente formato, fazzolettini di tessuto “aeronautico”, lenti di ingrandimento per vedere lo sporco, bombolette di aria, CO2, con beccucci soffianti e condotti aspiranti, pezze antistatiche, t-shirt di cotone e cravatte, ... Sono tutti mezzi di fortuna (o che costano una fortuna) variamente utilizzati dal fotografo … da strada. Io per età e pigrizia mentale appartengo piuttosto alla categoria della t-shirt o cravatta, (a seconda dell'occasione) e, grazie al fatto di aborrire il fumo, mi ritrovo anche a costante disposizione una per nulla innocua nuvoletta di vapore acqueo (alitata) che di solito abbino al mezzo meccanico per attenuarne gli effetti sulla lente anteriore dei miei svariati obiettivi. Ma a parte la possibilità di far danno anche così (lo strato di vernice antiriflesso delle lenti è sensibile alla diavola mangiata la sera prima), maggiore quanto più abrasiva sia la t-shirt (o pezzuola) di turno, c'è da chiedersi se non sia meglio fare davvero di tutto per evitare di sporcare … Per esempio, buona abitudine sarebbe il dotare ogni obiettivo in possesso di adeguato paraluce che, oltre a espletare la primaria funzione di evitare riflessi indesiderati, preservi la lente anteriore da ditate proprie ed altrui, sprizzi (laterali) di pioggia o altri liquidi, nonché urti, che non sporcano per nulla, ma innervosiscono molto. In quanto alla seconda categoria di sconsigli, quella relativa all'acquisto di detergenti vari per sensori digitali, spero di esprimere nella maniera più efficace possibile quanto accoratamente ritenga questa essere una professione a parte (quella del puliscisensore). In entrambe le occasioni nelle quali mi sono ritrovato a effettuare interventi radicali di nettamento, dopo naturalmente aver acquistato quanto di più costoso disponibile sul mercato, ne sono uscito con la ferma convinzione che sia meglio affidare la reflex ad un centro specializzato, affidabile (conoscete il senso della precedente parola?), perchè sicuramente indolore più dei tentativi maldestri di chi si improvvisi sensor-cleaner in normale ambiente domestico. E francamente il prezzo medio di una reflex digitale continua a calare: capiterà che si arrivi a venderla prima di doverla ripulire…prima o poi! I lettori possono presentare domande a cui non trovano risposta, che nel sacco di Max c'è sempre una risposta per tutto, inviando un'email all'indirizzo : redazione@potpourrimensile.com con oggetto: “ sconsiglidimax ”. Pot Déjàvu. Reportage di Camilla Belmonte. Le Plesir des mèmages. L'occidente celebra ufficialmente il rapporto amoroso monogamico, mentre la cultura orientale è aperta alla poligamia, e a dirla tutta anche i sessuologi. E se il segreto della felicità amorosa fosse proprio questo? Riuscire ad amare contemporaneamente più persone, senza che gelosia e possesso prendano il sopravvento sul piacere. ... è proprio necessario, se occorre, farlo di nascosto? o sfasciare nuclei familiari, nido dei figli, per così poco? Nel mistero e nella complessità delle relazioni amorose, che implicazioni avrebbero la trasgressione e l'infedeltà sessuale? Per completezza di esposizione, e non per tendenziosità, rileviamo un crescente ricorso alla trasgressione consensuale di coppia, mentre quella segreta è sempre esistita ... “le corna”. Il grande Totò, principe del sorriso, ne fa un elogio: “O stesso Adamo steva mparaviso, eppure donna Eva ll'ha traduto. Ncoppa a sti ccorne fatte 'nu surriso, ca pure Napulione era cornuto” ! Così conclude il tema nella poesia “E ccorne”, presente nella raccolta celeberrima “a livella”. Le tele dell'ottocento in bella mostra agli Uffizzi di Firenze, ci descrivono atmosfere di sovrani allietati da gentili dame di compagnia e regine insaponate nei loro bagni da prestanti camerieri di fiducia. Il magnifico e cattolico re Luigi XV conviveva con moglie e amanti nella sfarzosa reggia di Versaille, senza farne un segreto. E' a partire da queste riflessioni sul relativismo di certe usanze sessuali tradizionali, che nasce il concept di questo set fotografico. La ricerca intende rivisitare ed accarezzare l'epopea di una vita più ricca di avvenimenti ed intrighi amorosi, ... in chiave ottocentesca nel trucco dei costumi d'epoca, come pure in una location attuale, per interrogarsi sul fascino ed i piaceri di un mènage trasgressivo. FOTOGRAFIA: Camilla BelmonteTESTO: Luciano VicariPER LE SCENAGGIATURE D'EPOCA: MODELLI: Alessandro Albanese, Laura Renna, Emanuela Cangemi MAKE UP: Francesco Catalano HAIR: Scorsonelli Ivan e Rigoglioso Geremia della HAIRLAB TEAM COSTUMI: gentilmente prestati dalla COMPAGNIA TEATRALE TERZO UOMO. Pot a tema Cani. Articolo di Salvo Veneziano. Lomografia e Lomography International. La storia della “Lomografia” comincia nel 1991, quando Mattias Fiegl e Wolfgang Stranzinger, due studenti viennesi, trovano sul banco di un negozietto di attrezzature fotografiche di Praga, una piccola fotocamera russa, la “Lomo Kompact Automat” e con questa scoprono il piacere della fotografia “random”.Le prime “Lomografie” di Mattias e Wolfgang sono scattate quasi sempre senza guardare nell'oculare e sempre, rigorosamente, senza pensare; la casualità delle immagini ottenute diventa una moda e il motto “Don't think just shoot” diventa la regola fondamentale di un vero e proprio movimento culturale.Nel 1993 viene fondata la “Lomographic Society International” che oggi conta oltre oltre 500.000 soci in tutto il mondo.Nel 1994 ha luogo la prima “Lomo International exhibition” in cui, scavalcando le tensioni internazionali che contrappongono Stati Uniti e Russia, 10.000 Lomografie di New York vengono esposte a Mosca e 10.000 Lomografie di Mosca sono contemporaneamente esposte a New York. La struttura espositiva della “Lomo International exhibition” scavalca anche il concetto tradizionale di “mostra”, le migliaia di Lomografie sono infatti stampate in 10x15, il classico formato cartolina, e sono incollate una accanto all'altra su un unico grande muro: il “Lomowall”.Nel 1996, la casa costruttrice russa “Lomo PLC Factory”, nonostante le centinaia di esportazioni, più o meno ufficiali di “Lomo per eccellenza”, minaccia di cessare la produzione della “Lomo Kompact Automat” ormai più nota come “LCA” , ma i due “inventori” della Lomografia riescono, grazie ad una trattativa diretta con Vladimir Putin allora ministro dell'industria, a far si che la macchina rimanga ancora in produzione, e ad assicurarsi la distribuzione internazionale delle Lomo in maniera ufficiale. Da allora la “Lomographic Society International” ha allestito centinaia di mostre e Lomowalls, organizzato “spedizioni lomografiche” nel mondo, aperto “Ambasciate della Lomografia” in tutti i continenti, fino a presentare a Photokina nel 1998 la prima rivoluzionaria “foto-foto-foto-foto camera” a quattro lenti (e quattro otturatori non simultanei) della storia: la “Lomo Action Sampler”. Queste “PotPagine” saranno dedicate al fenomeno della Lomografia e soprattutto a quelli che credono che tra le “Dieci regole d'oro” del bravo Lomografo la più importante sia l'ultima! LE 10 REGOLE D'OROLomografie, non fotografie! 1) Porta la tua Lomo ovunque vai 2) Usala sempre, giorno e notte 3)La Lomografia non è un'interferenza con la tua vita: è parte di essa 4) Avvicinati più che puoi ai tuoi soggetti 5) Non pensare 6) Sii veloce 7) Non preoccuparti in anticipo di quello che rimarrà impresso sulla pellicola 8) Non preoccupartene neppure dopo 9) Scatta senza guardare nel mirino 10) Non lasciarti condizionare da queste regole! Ecco la scheda morfotografica di alcune delle specie di Lomo più diffuse, per facilitarne il riconoscimento in caso di avvistamento, abbiamo associato a ciascuna specie una immagine figlia. E' l'erede più diretta della “Lomo Kompact Automat”, benché sia fabbricata in Cina, pare che i paladini di “Lomographic Society International” abbiano saccheggiato le fabbriche Lomo ormai chiuse, per carpirne tutti i segreti di fabbricazione e per assicurarsi una buona scorta di “Minitar 1:2,8”, l'obiettivo originale della “Lomo Kompact Automat”. Una delle tante versioni della Actionsampler, prima Lomo pluriobiettivo, ne esistono cromate, colorate, policrome ... tutte scattano campionando la realtà con quattro foto in rapida sequenza e preservandola così per le generazioni future sotto forma di foto oppure di “minimovie”. La versione lampeggiante della “Actionsampler”, bisogna vederla scattare almeno una volta nella vita, i perversi ingegneri della “Lomographic Society International” hanno deciso, piuttosto che fare scattare un flash 4 volte, di fare scattare 4 diversi flash in sequenza, uno spettacolo ipnotizzante. La prima multiobiettivo che si carica a strappo come un fuoribordo, dotata anch'essa di quattro obiettivi ma questa volta posti in linea. I quattro distinti otturatori scattano in sequenza rapida per un effetto cinematografico in stile “Actionsampler”, oppure è possibile farli scattare nell'arco di due secondi per effettuare un campionamento della realtà maggiormente orientato all'esplorazione spaziale. La regina dei minimovies, con otto obiettivi ed otto otturatori che scattano in rapida sequenza. Come per le altre Lomocamere multiobiettivo, è possibile inviare una scansione delle foto realizzate con la Oktomat a http://www.lomography.com , dove alcune decine di omini multiocchialuti le convertono in tempo reale in dei simpatici “minimovies”. La più psichedelica delle multiobiettivo, è l'unica i cui tutti gli otturatori si aprono contemporaneamente, da il meglio se utilizzata in coppia con un “Warhol filter”, geniale accessorio facilmente autocostruibile con del cartoncino e qualche gelatina colorata. Se volete pubblicare le vostre lomografie su Potpourri inviatele, indipendentemente dalla qualità delle immagini, sceglieremo solo quelle delle belle ragazze e degli amici.Per partecipare è sufficente scaricare la liberatoria ed inviarla compilata insieme alle foto all'indirizzo email: produzione@potpourrimensile.com con oggetto “lomo + il proprio nome e cognome o nick-name”. Le foto pubblicate saranno accompagnate dal nome e cognome o nick-name dell'autore. Il professor Mogol è uno pseudonimo di redazione ... che presenta una sintesi teatrale di pareri liberamente espressi da un comitato di redazione, su eventi significativi visitati, a cura di Luciano Vicari. Senza Pelle di Viviana Isca. In un'effervescente cornice di pubblico, vivace borghesia palermitana giovane e disinvolta, dove finalmente le donne sono più degli uomini, le gambe, i seni, le labbra e gli sguardi s'incrociano, la pelle e la sensualità sono il tema dominante del convegno. Nell'elegante ed affollata suite dell'Excelsior bar, accanto al mitico Giardino Inglese, sotto le vibrazioni di una musica ben amplificata e mixata, senza pelle appaiono invece le foto di Viviana Isca, in questa sua prima mostra personale così ben riuscita: Un formato troppo piccolo, ondulate sul supporto, poco visibili, più d'arredamento che da mostra, molte senza titolo. La fotografia passa quasi inosservata tra musica drink e cuscus che animano la serata, ma non all'occhio dell'intenditore, sebbene sedotto dall'atmosfera, che invece si sofferma a guardare le opere suscitando quasi stupore, come il professor Mogol, intervistato a caldo all'uscita della mostra: “Padronanza dell'inquadratura e della profondità di campo, della luminosità, del contrasto e della scala dei grigi, le immagini sono equilibrate e a volte perfette, quasi didattiche, molto tecniche. Una ricerca tecnica e artistica attraverso l'universo del déjàvu, inquadrature soggetti e tecniche classici rivisitati nel digitale. Le opere non hanno un filo conduttore né un'originalità espressiva, ma il sentimento affiora di un'umanità fragile e trascendente, una forte nostalgia dell'infanzia e del surreale, attraverso un obiettivo completamente neutrale e asettico. Un sentimento timidamente sfiorato e non sviscerato, un primo approccio, anteprima di una ricerca da sviluppare verso una visione più matura, una forte potenzialità artistica e tecnica che deve ancora esprimersi oltre. Uno stile fotografico che deve venire fuori dalla sperimentazione, per staccarsi dal dejavue e spiccare il volo verso una visione personale dell'artista. Anche se in molti tratti condivisibile, ed aderente al profilo dell'artista, la suggestiva presentazione di Giuliana Campanella, nel depliant della mostra, appare tuttavia azzardata nell'attribuzione di una patente di professionismo, che, anche a prescindere dall'artista in questione, è materia molto delicata.” Viviana Isca ha il merito di aver saputo avvicinare all'arte della fotografia, e alle sue opere, un pubblico emergente palermitano molto vivace a cui va sin d'ora un occhio di riguardo, con il coraggio di proporsi, con una prima mostra autofinanziata perfettamente riuscita, e con un talento fotografico che promette nuove emozioni. Il numero 01 di Potpourri uscirà nei primi di Aprile prossimo. Conterrà i lavori presentati da voi, che saranno pervenuti entro il 15 marzo, nelle varie rubriche dedicateche avete assaggiato in questo 00 :Pot “Creativo” Pot “Déjàvu”Pot “Baci”Pot “Reportage”Pot “Lomo”Buon appetito e buon lavoro !Salvo Veneziano continuerà a stupirci con l'affascinante mondo della Lomografia. Max Aquila non finirà d'incuriosirci, con i suoi preziosi sconsigli e segreti, e voi tutti potete rivolgergli domande. Il professor Mogol, sempre in agguato, ci informerà e ci divertirà a modo suo, su eventi significativi e interessanti. L'inserto Balarm ci arricchirà ancoracon i suoi contenuti di alto livello. Chissà cosa vedremo nel prossimo Pot shoot. Ed altre sorprese … anche per noi stessi. Criticate e proponete liberamente ! Inviaci le tue opere per partecipare alle varie gallerie proposte, al seguente indirizzo: produzione@potpourrimensile.com ma anche consigli e opinioni, all'email sulla home page Per partecipare al contenuto di potpourri con i tuoi lavori, è necessario compilare la liberatoria, e puoi scaricarla sulla home page o al seguente indirizzo: potpourrimensile.com/liberatoria.pdf Iscriviti alla mailinglist sulla home page per conoscere le novità. In collaborazione con voi !
Autori nella rivista potpourri mensile creativo numero 00: Flavio Vicari, Max Aquila, Salvo Veneziano, Giuseppe Sinatra, Luciano Vicari, Roberta Puglisi, Fabio Savagnone, Last Know Identity, Prendimi se ci riesci, Liliac Sky, Salvaggio Roberto, Il foto-grafico, viappe, d@niel&, strombolicchia, felisb, Camilla Belmonte, Emanuela Cangemi, Laura Renna, Alessandro Albanese, Francesco Catalano, Giupap, zecaruso, ver@violet, Martina Bruno, Clelia Giacalone, Luca Savettiere, Fabio Ricotta, Rocky Basile, Viviana Isca, www.printandgo.it, www.balarm.it, www.wfive.it, www.imagobiblioteca.it, www.inpuntadipiedi.com, www.zantelier.com, www.fascioemartello.it, www.flickr.com, accademiaclaraschumann.it